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Anche a gennaio la solita scena delle ultime sessioni: bianconeri alla disperata ricerca di un innesto offensivo. Ma serve davvero comprare tanto per comprare?

Ricordate quest’estate? Higuain, Suarez, Sanchez, Torres, Benzema e molti altri. Alla fine? Bentdner. A sei mesi di distanza la storia alla Juventus sembra ripetersi. Ultimo appiglio, Llorente, perché Drogba sembra irraggiungibile e gli altri a gennaio non li sposti manco col caterpillar. Dunque, ora, Marotta è costretto a farsi il giro delle sette chiese per elemosinare il prestito di Immobile o Gabbiadini, due che quest’estate erano suoi (come Boakye, bomber del Sassuolo in B) e che oggi deve pregare per riprendersi.

Il mercato non offre granché, ma a questo punto ci si chiede se valga davvero la pena insistere. Bentdner resterà fuori ancora un po’, ma primo o poi rientrerà no? Alla Juve, poi, serve davvero un quinto attaccante? No, perché ai bianconeri servirebbe una prima punta, che faccia davvero la differenza.

Immobile e Gabbiadini rischiano
una parentesi stile Paolucci 2010
Un altro che resti in panchina ad ammuffire nell’eventualità di un’opportunità o nella “speranza” di un infortunio, non è fondamentale. Anzi, il rischio è che si aggiunga confusione ad un turnover già fin troppo esasperato, che non dà ritmo a nessuno.

Ogni partita per Matri e Quagliarella è un esame, una gara dentro e l’altra fuori (quando va bene) e nessuno dei due riesce a dare continuità alle sue prestazioni.

Conviene buttare un giovane in questo tritacarne? Diciamo sì, se fosse Immobile, perché almeno ha più le caratteristiche che mancano al reparto offensivo bianconero, ma no nel caso di Gabbiadini, che dà la sensazione di essere un filo più acerbo, sebbene stia cominciando ad ingranare – da attaccante esterno, però - a Bologna (e quindi perché tarpargli le ali proprio ora?).

Responsabilizzare le punte già in
rosa potrebbe risultare vincente
Dal loro punto di vista, di sicuro un trasferimento a Torino è allettante, ma quanto utile? Sembra un po’ di rivivere il “caso Paolucci” di qualche anno fa, richiamato in fretta e furia a causa dell’emergenza e poi lasciato marcire in tribuna dopo avergli regalato qualche apparizione per riconoscenza.

Alla fine, dando per scontato che gennaio non è periodo di top player, e considerato che è difficile arrivare anche a medium player, Conte probabilmente farebbe bene a stare così.

Chissà che, responsabilizzando ulteriormente le punte a disposizione (magari scegliendone una in via definitiva e chiarendo le gerarchie) non sia da stimolo. Pur avendo dato un grande contributo alla causa finora, la sensazione è che nessuno dei due sia ancora riuscito ad esprimersi al top.

Considerate le alternative a disposizione, concedergli l’opportunità di farlo, potrebbe risultare l’acquisto più azzeccato.

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