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In via Turati si lavora al ritorno del campione brasiliano, un'operazione interessante dal punto di vista sportivo, commerciale ma anche politico...

Giovani ma non solo, soprattutto se alla porta bussano campioni in grado di risollevare il tasso tecnico della squadra, il morale dei tifosi, l’interesse degli sponsor e non ultimo l’indice di gradimento del Cavaliere in ambito politico: il mercato del Milan potrebbe alla fine rivelarsi meno teen e più glamour del previsto.

Via Turati in questi giorni è più affollata di Central Park nella notte di capodanno: il via vai di dirigenti, procuratori e intermediari lascia intendere che c’è la volontà del club rossonero di puntellare una rosa che non appare certo completa e di cominciare a gettare le basi per un futuro nuovamente da protagonista.

Tanti i giocatori proposti a Galliani, diverse le piste nate e sfumate nel giro di un battito di ciglia. Tra chi si è fatto avanti c’è anche David Beckham, che nonostante i pochi mesi complessivi trascorsi a Milanello tra il 2009 e il 2010 ha lasciato un ricordo indelebile in tutto l’ambiente rossonero. La carta d’identità stropicciata dai quasi 38 anni e i dubbi tecnici di Allegri hanno però immediatamente raffreddato l’ipotesi di rivedere l’ex ‘Spice Boy’ in Italia.

Anche Beckham si è fatto avanti, diverso però l'effetto provocato dai messaggi d'amore di Kakà
Diverso invece l’effetto provocato dai messaggi d’amore lanciati da Kakà, culminati mercoledì notte con una sviolinata a microfoni aperti: Ricky è un pezzo di storia del Milan e Galliani, i cui occhi cominciano a brillare anche solo sentendo pronunciare il suo nome, non ha mai smesso di pensare al suo ritorno.

L’operazione Kakà è partita ed è anche a buon punto, gli indizi sono inequivocabili: alle frasi del giocatore vanno ad aggiungersi le visite di Bronzetti e Paolillo in sede, l’annuncio di ‘Milan Channel’ sull’inizio ufficiale della trattativa col Real, l’ammissione dello stesso a.d. rossonero, pur sempre continuando a sottolineare che si tratta di un “affare difficile, difficilissimo”.

Il brasiliano vive a Madrid vive da tempo da separato in casa e non ha mai smesso di rimpiangere i giorni passati da re incontrastato a Milano: per tornare a sentirsi protagonista stavolta potrebbe davvero mettere il cuore, l’orgoglio, l’ambizione davanti al portafoglio.

Il Milan è pronto a riaccoglierlo ma solo e soltanto se le condizioni dovessero essere davvero vantaggiose, visto che il tempo delle follie è passato già da un pezzo. La formula trovata può far comodo a tutti: il prestito di 18 mesi permetterebbe al Milan di scavalcare l'ostacolo della fiscalità spagnola e al Real Madrid di liberarsi del pesante ingaggio di Ricky.

Dal punto di vista tecnico è un rischio affascinante: Kakà ha 30 anni (ne compirà 31 ad aprile), non gioca con continuità ormai da tempo ma qualitativamente ha ben pochi rivali nella rosa attuale del Milan. Allegri in questo caso non potrebbe opporsi: il brasiliano potrebbe essere schierato nel tridente o ritornare ad occupare il posto che lo ha portato nell’olimpo del calcio, alle spalle delle punte nel 4-3-1-2, modulo che ha fatto anche le fortune dello stesso tecnico rossonero.

E la linea verde? Berlusconi ha più volte spiegato quale sarà la filosofia di mercato da qui ai prossimi anni: tanti giovani di spessore e un campione all’anno. Una teoria che in linea di principio non esclude quindi la possibilità di rivedere Kakà a San Siro.

Abbiamo puntato sui giovani ma credo che nel mercato di gennaio ci possa essere un rafforzamento significativo del Milan

- Silvio Berlusconi

Oltre ai baby, che continueranno a rappresentare il grosso delle prossime campagne acquisti, serve dare anche esperienza, carisma, leadership ad una squadra che spesso sembra non avere riferimenti in campo, senza dimenticare l’esigenza di dare in pasto al popolo rossonero e ai media un nome di spicco in un periodo così particolare.

Il Cavaliere ha ammesso di essere il pressing su Galliani, vuole nuovi colpi di mercato, utili per le due rimonte che vuole centrare: quella col Milan in campionato e l’altra, personalissima, in chiave politica. E per guadagnare titoli, copertine e strappare qualche consenso meglio un campione-modello come Ricky che un ‘Bad Boy’ alla Balotelli…

Anche la divisione marketing del club di via Turati è in fermento: il ritorno di Kakà sarebbe manna per gli sponsor. Scorrendo la rosa milanista salta all’occhio in questo senso anche un ‘dato numerico’: Ricky non potrebbe indossare né il 22 né l’8, sulle spalle rispettivamente di Bojan e Nocerino, e tra le maglie libere attualmente la più ghiotta è senza dubbio il 9, lasciato libero da Pato. Kakà col 9 rossonero, magari da ‘falso nueve’: solo una suggestione. O forse no…

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