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Daniele De Rossi continua ad essere bistrattato dal tecnico boemo, ma a rimetterci prima del giocatore stesso è la Roma. 'Capitan Futuro' merita rispetto.

Va bene tutto. Va bene schierare i calciatori più in forma, va bene punire chi non rispetta le regole, va bene non considerare nessuno 'intoccabile'. Va bene persino tenere fuori una bandiera. Ma umiliarla, no. Il lavoro svolto fin qui da Zdenek Zeman alla Roma è da considerare più che sufficiente, ma la gestione di Daniele De Rossi è ai limiti dell'irrispettoso.

Come detto, nessuno è intoccabile. Tuttavia, non è possibile - nè corretto - 'dimenticarsi' di un calciatore che, pur di continuare ad indossare la maglia della propria squadra del cuore, ha rinunciato a tanti milioni. E non soltanto una volta.

De Rossi è rimasto a Roma senza chiedere garanzie. Ha detto no al Manchester City, alla Premier League, agli stadi pieni d'Inghilterra, a milioni di euro, alla Champions League. Pur di restare a Roma. Pur di contribuire a rendere grande la sua squadra. Già, la sua. Perché Daniele De Rossi, così come Francesco Totti, é la Roma.

LA STAGIONE DI DANIELE DE ROSSI
12 Le presenze in campionato
785 I minuti in campionato
0 I goal stagionali
1 Espulsione (contro la Lazio)
Il ragazzo di Ostia c'era quando i giallorossi hanno sfiorato la retrocessione, c'era quando l'affare Mexes ha bloccato il mercato del club, c'era in occasione della figuraccia internazionale rimediata quando l'arbitro Frisk fu colpito da una monetina lanciata dall'Olimpico, c'era in quel 'maledetto' 7-1 dell'Old Trafford ed anche in quell'altrettanto 'maledetta' notte in cui Pazzini spense i sogni Tricolore. C'era e non si è mai tirato indietro.

Se è vero che ciò non significa affatto che De Rossi debba avere una maglia da titolare assicurata, se non altro avrebbe duvuto garantirgli il massimo rispetto. Ed il rispetto non prevede che gli si venga preferito un calciatore come Tachtsidis, mostratosi fin qui inadeguato alla Serie A. Fosse 'esploso' un altro nel suo ruolo, De Rossi avrebbe sicuramente accettato l'esclusione ed anche gli addetti ai lavori avrebbero sicuramente 'giustificato' le scelte di Zeman.

Ma vedersi scavalcato da chi non sta assolutamente incantando - per usare un eufemismo - non può certo andargli giù. De Rossi l'ha lasciato intendere ai microfoni dei giornalisti nella mix zone dello stadio 'Franchi' e, a giudicare proprio dalle prestazioni di Tachtisidis, la 'scusa' delle prestazioni deludenti - utilizzata per tenerlo fuori - non regge più. De Rossi ha commesso degli errori (su tutti il pugno rifilato a Mauri in occasione del derby), ma non può certo pagare per sempre. Anche perché, a pagare più di ogni altro, è la Roma.

Lasciare fuori uno dei migliori centrocampisti del campionato è una follia. Indipendentemente da quali siano le motivazioni ed i risultati.

Metterne persino in discussione la collocazione in campo, rientra invece nel campo dell'irrispettoso. De Rossi ha vinto un campionato del Mondo e messo insieme centinaia di prestazioni maiuscole in un ruolo che sente suo e per il quale nessuno può ritenerlo inadeguato. Nessuno. Nemmeno il 'Maestro' Zeman.

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