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La scelta bavarese è tanto sorprendente quanto logica: in Germania Guardiola troverà un club ricco e con un vivaio florido, in un contesto privo di grandi avversari.

Guardiola al Bayern!”, l'annuncio che la TV spagnola avrà lanciato a tutto volume. Ci immaginiamo un José Mourinho distratto e annoiato davanti al teleschermo scosso da un fremito e con un ghigno che gli si accende sul viso. Un fumetto che esce dalla sua testa: “Che gran paraculo”. E' una nostra interpretazione, chiaramente, ma non crediamo di andare tanto lontano dalla realtà.

Il ghigno, perché uno scomodo avversario alla corsa delle panchine più prestigiose, si è accasato e, sostanzialmente, libera una casella. Non sarà Pep il prossimo allenatore del PSG, né del Chelsea e neanche del City, dove per altro gli sceicchi gli avevano pure preparato il tappeto rosso ingrossando la società di vecchi amici.  Il “paraculo” perché, tutto si può dire, ma non che sia una scelta scontata. A pensarci bene, però, non è neanche quella più complicata.

Non che accasarsi al Bayern sia una passeggiata di salute, ma in Germania Guardiola trova la panchina imbottita: arriva in una società ricchissima, lungimirante, in un campionato in crescita, ma anche in una squadra senza concorrenza in patria, come già testimonia l'ultimo campionato, e con ancor meno competizione se ci proiettiamo già verso la prossima stagione, quando Jurgen Klopp, con quasi certezza, lascerà il Borussia Dortmund (andando a rivaleggiare con Mou per le prestigiose panchine rimaste libere) e con lui, con altrettanta probabilità, alcuni protagonisti dell'armata giallonera come Lewandowski, Subotic e Goetze.

Dunque, Pep avrà tutto il tempo di inserirsi, lavorare in serenità e plasmare il suo gioiello. Al City, o al Chelsea, non sarebbe stato lo stesso: certo, avrebbe sicuramente avuto più libertà e disponibilità economica da spargere sul mercato, attenzione però che il Bayern è la società che in estate ha staccato un assegno di - euro più euro meno – circa 40 milioni di cocuzze per Javi Martinez (avessi detto Messi...), ma avrebbe avuto anche il ticchettio dell'orologio a disturbargli il sonno. Insomma, vista con gli occhi di Mourinho – che ha sempre accusato il rivale di scarso coraggio (eufemismo) – è la scelta più logica e sicura.

Guardiola è uno dei più vincenti del mondo e ci aspettiamo non faccia brillare solo il Bayern, ma l'intero calcio tedesco

- Karl Heinz Rummenigge, CEO Bayern

Quando il profeta lasciò Londra, scelse l'Inter, una società tornata vincente in un campionato impoverito da Calciopoli, ma ben lontana dall'essere la potenza che rappresenta il Bayern in Europa, finalista proprio contro l'Inter del Triplete e ancora nell'ultima Champions. Una squadra che può contare su campioni di primissimo livello come Neuer, Robben, Ribery, Gomez, Schweinsteiger e Lahm, giocatori di prospettiva come Muller, Alaba, Shaqiri, Kroos e Javi Martinez, appunto, e casse comunque rigonfie per soddisfare qualche ulteriore sfizio.

Siamo d'accordo con Mou, lui questa scelta non l'avrebbe mai fatta, anche perché non sarebbe stata economicamente la più vantaggiosa. Tuttavia, sinceramente neanche non ci aspettavamo che la Germania potesse diventare la nuova casa di Pep: se, però, avessimo pensato all'uomo, anziché al professionista, forse anche ai nostri occhi sarebbe apparsa come l'opzione più logica. Se c'è un posto dove Guardiola può provare a ricreare una squadra stellare, quello è Monaco di Baviera.

Guardiola ha scelto il club migliore, non l'offerta più ricca: al Bayern per giocatori, l'organizzazione e il potenziale che vede

- Josè Maria Orobitg, agente Guardiola

Proprio come a Barcellona, dove i campioni li ha allevati, curati e coccolati. E non comprati. Non sarà facile, perché lì non troverà Xavi, Iniesta o Messi, ma anche per questo sarà ancora più intrigante. Forse ci vuole più coraggio a rifiutare le lusinghe di Abramovic o sceicchi vari, piuttosto che arrivare nell'eden di ogni allenatore e fare la lista degli acquisti: datemi un Ronaldo, per favore (perché Pep è educato), poi un Cavani e una spruzzatina Neymar. Non sarebbe stato da lui.

Guardiola al Chelsea? Non mi sorprenderebbe: aveva il caviale al Barcellona, lo troverebbe in abbondanza anche al Chelsea”, aveva detto qualche giorno fa Wenger quando sembrava che Pep si fosse fatto sedurre dai rubli di Abramovic. Forse, andando a Monaco, Guardiola vuole dimostrare che ha fatto bene il Bayern, che il caviale l'ha spalmato sulla panchina...

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