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Il goal di Ranocchia, arrivato proprio all'ultimo respiro, ha permesso all'Inter di conquistare l'accesso alla semifinale di Coppa Italia, ma ci sono tante cose da rivedere.

C'è stato bisogno dell'ultimo minuto dei tempi supplementari, ma alla fine l' Inter è riuscita ad ottenere ciò che voleva, dimostrando che qualche piccolo passo verso la direzione giusta è stato fatto. Il colpo di testa di Ranocchia a pochi secondi dai calci di rigore ha regalato una qualificazione alle semifinali di Coppa Italia che, a soli dieci minuti dal novantesimo, sembrava già cosa fatta per la truppa di Stramaccioni. Invece un black-out nel finale, che ha portato all'uno-due fulmineo del Bologna firmato Diamanti-Gabbiadini, ha prolungato ulteriormente lo sforzo dei nerazzurri, che hanno dovuto stringere i denti e non poco per superare l'ottima squadra di Pioli.

A differenza del Pescara nella partita di sabato, infatti, il Bologna ha giocato con un atteggiamento tutt'altro che conservativo, tenendo di continuo l'Inter sull'attenti con ripetute azioni d'attacco, sia sull'esterno che da fuori area, mettendo i brividi ai pochi ma coraggiosi tifosi interisti presenti a San Siro ieri sera. Questo sicuramente dà più valore al successo dei nerazzurri, che potranno proiettarsi verso il big match di domenica sera contro la Roma con molta più fiducia rispetto ad una settimana fa, anche se, come emerso nella gara di ieri, per poter fare bene nel complicato match dell'Olimpico la squadra dovrà migliorare sotto molti aspetti, sia sul piano mentale che tecnico.

LA PARTITA | INTER-BOLOGNA 3-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
17
7
46%
9
3
4

BOLOGNA
21
10
54%
11
4
4

Una certezza su cui Stramaccioni potrà contare da subito, però, è il modulo, se non altro perché esalta le qualità di quel calciatore mostruoso che risponde al nome di Fredy Guarìn, che nella posizione di trequartista nel 3-4-1-2 di Stramaccioni in questo momento è il vero fuoriclasse della squadra. Il colombiano ha disputato un'altra partita sontuosa, aprendo le danze dell'incontro (impresa tutt'altro che facile, visto che prima del suo siluro la gara era stata equilibratissima) e galoppando incessantemente a tutto campo con la sua caratteristica strapotenza fisica e atletica. Ogni tifoso interista sogna una formazione composta interamente da undici calciatori come l'ex Porto, ma per quanto fenomenale lui non è stato l'unico a brillare: se non fosse stato per alcuni interventi miracolosi di Handanovic, infatti, l'Inter sarebbe anche potuta uscire di scena dalla Coppa già ieri.

Due giocatori come il Guaro e lo sloveno costituiscono due certezze solidissime per le settimane che verranno, ma per affermare che l'Inter sia in procinto di uscire dalla crisi serve che anche tutto il resto della squadra dia segnali di svolta. Il calcio proposto ieri non è stato sgradevole, ma c'è ancora troppa discontinuità. Ad esempio, uscito il baby-talento Benassi, autore di un buonissimo primo tempo, la squadra ha progressivamente arretrato il proprio baricentro, concendendo metri pericolosi al Bologna. Questo la dice lunga su quanto serva all'Inter un centrocampista centrale capace di impostare l'azione, perché quando questo viene a mancare la squadra finisce spesso per faticare a gestire i ritmi della gara e le redini del gioco passano inevitabilmente agli avversari.

A livello difensivo, invece, le amnesie sono ancora preoccupanti e troppo frequenti, come il disastroso posizionamento in occasione del pareggio di Gabbiadini, dove prima Silvestre con un movimento sbagliato e poi Jonathan con una chiusura in netto ritardo hanno regalato la ghiotta occasione che l'Under-21 azzurro ha poi concretizzato. Anche sulle fasce servono più sicurezze: Jonathan probabilmente vedrà il campo col binocolo nelle prossime settimane dopo l'imbarazzante prova di ieri.

Tuttavia, rispetto a una manciata di giorni fa, l'Inter può guardare al futuro con molto meno scetticismo. Ottenere la qualificazione non era semplice e la strada intrapresa per uscire dal tunnel oscuro della crisi sembra essere quella giusta. Ma il percorso da fare è ancora molto lungo: le prossime due settimane, tra mercato e campionato, ci riveleranno con ogni probabilit gli obiettivi a cui la squadra può effettivamente puntare.

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