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Nessun catastrofismo, ma un dato di fatto: la Juve di questo inizio 2013 corre di meno rispetto al solito. E ne risente la manovra tutta.

E se Quagliarella, nel primo tempo, avesse trasformato la ghiotta occasione da goal a tu per tu con Mirante, piuttosto che divorarla con aberrante ingordigia… E se Vucinic non avesse cincischiato troppo a metà campo… Tuttavia con i se e con i ma, nel calcio, non si è mai risolto granchè. Ecco perché la Juventus deve serenamente accettare il verdetto del campo, dove il Parma non ha rubato nulla, dimostrando di meritare il pareggio conseguito grazie ad un perfetto contropiede, orchestrato dall’insospettabile Paletta e magistralmente concluso da Sansone.

Alla Juve ha fatto grosso difetto la corsa, con gran parte degli interpreti che sono andati a velocità ridotta, a voler essere generosi. E’ il caso, ad esempio, del pur volenteroso Lichtsteiner, sempre poco lucido, peraltro, al momento di metter palla in mezzo. Ma l’elvetico è solo l’emblema di una squadra che inizia ad essere in debito d’ossigeno. Un calo fisiologico che – vogliamo ribadirlo - non va associato a crisi alcuna.

Perché se è vero che non si può, per adesso, parlare di rullo compressore in riferimento alla compagine Campione d’Italia, è giusto sottolineare come i periodi critici, nel calcio, siano altro che una sconfitta di misura venuta in circostanze particolari, ed un pareggio frutto – in fin dei conti - di una leggerezza individuale.

Si potrà obiettare che un punto in due partite per la formazione additata da tutti come schiacciasassi è poca roba, ma predicare catastrofismo dopo 180 minuti di calcio giocato è esercizio esagerato. Anche perché vanno tenute presenti due cose: in questo campionato, a Parma, non ha ancora vinto nessuno, e la Juventus era reduce, prima della trasferta al Tardini, dal dispendiosissimo match di Coppa Italia durato 120 minuti contro il Milan, con alcuni calciatori che hanno disputato entrambe le partite.

LA PARTITA | PARMA-JUVENTUS 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PARMA
10
2
43%
3
2
3

JUVENTUS
18
8
57%
8
1
5

E’ pure vero che, aldilà di ogni lodevole discorso atto a mettere sullo stesso piano tutti i calciatori, le assenze di Chiellini ed Asamoah pesano come macigni. Da quando il ghanese è partito alla volta dell’Africa, la fascia mancina bianconera sembra aver affisso il cartello “vendesi”. I vari Padoin e De Ceglie visti sinora hanno lasciato un senso di insoddisfazione evidente, ferma restando la consapevolezza che si tratta di onesti gregari e non di chissà quali fenomeni.

Ed a proposito di singoli, sempre tenendoci sul versante sinistro del campo, perso Chiellini la retroguardia ha preso a ballare come non accadeva da tempo immemore. E se qualcuno la scorsa settimana se l’è presa con Conte, “colpevole” di aver preferito il neo arrivato Peluso, in un ruolo peraltro a lui poco abituale, al già rodato Caceres, ieri pomeriggio proprio nella porzione di campo  di competenza dell’uruguagio si è creato il buco che ha consentito all’abile Sansone di trafiggere Buffon…

Poche chiacchiere quindi: la forma fisica non è smagliante, la manovra ne risente e l’assenza di alcuni uomini chiave sta facendo la differenza in negativo. Ed è in momenti come questi che servirebbe il campione capace di prendere iniziativa, scartare un paio di avversari e mettere palla nel sacco. Nella Juventus certe abilità le ha in possesso il solo Vucinic che però, quando non al massimo della forma (e della voglia), diviene una mina vagante capace di tutto.

Volendo fare un piccolo appunto a Conte, una cosa che non ci convince – e lo diciamo da inizio campionato – è la continua rotazione degli uomini in attacco. Per carità, se Vucinic non è in forma è giusto che parta dalla panchina o anche che non giochi affatto ma tolto Giovinco e constatato anche l’infortunio di Bendtner, probabilmente l’allenatore dovrebbe fare una scelta precisa, giusto per dare continuità ad un certo tipo di lavoro.

E tra Quagliarella e Matri, continuiamo a ritenere quest’ultimo più funzionale al gioco della Juventus. Non discutiamo il valore della punta campana, ma l’ex cagliaritano pare più adatto ad affiancare l’inamovibile Giovinco (anche ieri è stato il migliore, o sarebbe il caso di dire il meno peggio, lì davanti), in assenza di Vucinic.

Ad ogni modo, fare i disfattisti ha poco senso, nè tantomeno si possono addossare colpe gravi a calciatori ed allenatore, fino all’altro ieri osannati. Sì che viviamo in Italia, dove salire sul carro del vincitore è sport nazionale, ma tenete presente che questa Juventus è una grande squadra. E da grande squadra saprà rialzarsi.

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