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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

In apparenza è cambiato tantissimo, in realtà è cambiato poco. All'apparenza il campionato - è opinione diffusa - si è clamorosamente riaperto. In realtà non si era mai chiuso perché con tutto un girone da giocare i giochi non possono considerarsi chiusi. E la Juventus resta decisamente favorita per la conquista dello scudetto. E' ovvio che l'anno nuovo, partito con un punto in due partite, invita alla riflessione. Ma il risultato che fa rumore resta la sconfitta interna con la Sampdoria.

Il pari di Parma rientra nella logica delle cose. Il Parma non ha mai perso in casa in questo campionato e la Juve ha ottenuto un risultato che ci sta. Le ultime due partite, tuttavia, hanno evidenziato alcuni problemi che Conte, con molta onestà, non ha nascosto. La Juve non brilla per fantasia e la prima punta che ti fa vincere anche quando fai fatica non c'è. La Juve è “condannata” a giocare con grande intensità ma questo non sempre è possibile.

A Parma ha giocato sotto ritmo la prima mezz'ora rischiando di finire sotto. Ha giocato a tutta solo l'ultimo quarto d'ora, dopo il pari di Sansone. Resta un dato inconfutabile, quello relativo ai punti conquistati: 45 punti in 20 giornate, media 2,25 per una proiezione finale di 85,5 che, a meno di clamorose imprese delle avversarie, dovrebbe essere ampiamente sufficiente per lo scudetto. L'incognita è rappresentata dalla Champions che potrebbe “rubare” 4-5 punti. In quel caso gli equilibri potrebbero cambiare.

La mancanza di fantasia e di una prima punta che decida le partite costringe la Juve a giocare sempre al massimo dell'intensità: a Parma non è successo

Intanto Lazio e Napoli continuano a vincere. Con qualche affanno la Lazio contro un'ottima Atalanta penalizzata dall'arbitro, in modo travolgente il Napoli, a parte l'avvio in cui il Palermo ha spaventato De Sanctis. In settimana si conoscerà l'esito dell'appello davanti alla Corte di Giustizia Federale che potrebbe restituire uno o due punti al Napoli. Al di là della battuta di Marchisio, a Vinovo considerano il Napoli l'avversario più insidioso nella corsa verso lo scudetto.

Alle spalle delle prime tre c'è da registrare una mini crisi di Roma e Fiorentina. Per la verità, calendario alla mano, è più clamoroso il doppio stop dei viola ma per la Roma le due sconfitte rischiano di fare molto rumore. Le scelte di Zeman fanno discutere (eufemismo). De Rossi di nuovo in panchina. Le cose sono due: o sbaglia clamorosamente l'allenatore, o ha sbagliato la società a rinnovare a cifre elevatissime (12 milioni lordi annui) il contratto al giocatore.

De Rossi ancora in panchina, qui i casi sono due: o sbaglia clamorosamente Zeman a tenerlo fuori, o ha sbagliato la Roma a rinnovare su cifre elevate

Non brillano le milanesi ma il successo dell'Inter contro il Pescara è importante in un momento di grande difficoltà e con tutta la difesa titolare fuori. La bella notizia è l'esordio convincente di Benassi, regista classe '94. Moratti stra trattando Lodi e Valdes ma, in un momento di ristrettezze economiche, puntare su Benassi non sarebbe una cattiva idea. A proposito di ottimizzare le (poche, al momento) risorse economiche.

Il pari del Milan in casa della Sampdoria ha ribadito che ad Allegri servono rinforzi con urgenza anche perché tra poco più di un mese ci sarà la sfida al Barcellona. Un difensore centrale e un regista sembrano necessità irrinunciabili e allora non si capiscono i veti alle cessioni di Abate e Boateng che porterebbero almeno 25 milioni da riversare sul mercato.

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