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La Lazio piega l'Atalanta grazie all'ennesimo piccolo capolavoro di Petkovic, ma per il futuro potrebbe non bastare: serve un rinforzo in attacco.

Diciotto giornate al termine del campionato, quattordici risultati utili consecutivi tra lega e coppe, la vetta distante solo tre punti. Chi l’avrebbe mai detto? Nessuno, neanche l’uomo che sta trascinando la Lazio verso traguardi impossibili, quasi innominabili. Il contestato goal di Floccari farà anche gridare allo scandalo, ma il calabrese è stata l’ennesima intuizione di un allenatore geniale, genuino e se vogliamo anche un po’ folle.

Dopo un primo tempo da conato di vomito, ci si aspetta la classica ramanzina negli spogliatoi e gli stessi interpreti pronti a riscattarsi nella ripresa. Prima del fischio di ripresa del gioco però, il quarto uomo alza la lavagna luminosa e indica due cambi: fuori Candreva e Lulic, impalpabili, dentro Cana e Floccari. Dal 4-1-4-1 del primo tempo, poi modificato in  3-5-1-1, si passa al? Non si sa. Floccari sicuramente agisce al fianco di Klose, Cana invece scala in difesa con Radu che fa un po’ il terzino e un po’ l’ala, Konko si alza vistosamente fino a fare quasi l’attaccante aggiunto.

L’Atalanta perde le misure, non ci sono punti di riferimento. Il primo tempo degli orobici era stato pressoché perfetto, con pressing continuo sui portatori di palla e gli esterni che schiacciano i terzini dei capitolini nella propria trequarti. Insomma, una scacchiera perfetta contro cui sembrava impossibile fare scacco matto.

LA PARTITA | LAZIO-ATALANTA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTEL. GIALLI
CARTEL. ROSSI
FUORIGIOCO

LAZIO
13
4
54%
8
2
0
0

ATALANTA
7
1
46%
4
5
1
3

Dopo le mosse del bosniaco, invece, ecco una squadra propositiva, pericolosa. Il goal del vantaggio è probabilmente irregolare, ma la pressione che stava portando la Lazio da diversi minuti avrebbe deciso ugualmente una partita che non poteva sfuggire.

Lo Special Three la decide con tutte le sue armi a disposizione, intuito e tecnologia su tutte. Nell’intervallo, probabilmente dopo aver valutato i dati di Kevin Fioranelli, decide di cambiare modulo, togliere gli esterni offensivi e attaccare lo spazio in maniera differente. Difficile in Serie A vedere un doppio cambio simile dopo soli quarantacinque minuti, ma non per Vladimir Petkovic: l’arma in più di questa squadra è sicuramente lui.

Tuttavia, a Formello qualche preoccupazione di troppo comincia ad esserci. L’involuzione di Candreva e di Lulic preoccupano più del previsto, soprattutto a causa dell’assenza di ricambi di livello. Il rientro di Ederson e la promozione in prima squadra del talentuosissimo Keita potrebbero essere un toccasana sugli esterni, mentre invece davanti bisogna assolutamente ricorrere al mercato. Le avversarie hanno in parte capito come non subire il gioco della Lazio, perciò occorre rifornire di imprevedibilità il reparto avanzato della squadra.

L’ottima prova di Floccari non deve trarre in inganno, in una squadra che vuole puntare sempre più in alto il calabrese deve essere la riserva di Klose e non il suo scudiero. Il tedesco necessita al proprio fianco di una seconda punta per potersi scrollare di dosso i consueti raddoppi di marcatura.

I nomi? Nicola Sansone, Marco Sau o il Papu Gomez, tutti a segno oggi e con costi alla portata della società. Tanto dipenderà dalla cessione o meno di Zarate, ma con la classifica attuale il “non mercato” sarebbe un delitto premeditato.

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