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Anche quando 'Il Matador' non trova la rete, i partenopei hanno dimostrato di poter volare. Prima del tour de force tra Fiorentina e Parma, l'atteso ricorso sul caso Gianello.

Tre a zero, tondo e netto. Forse apparentemente fin troppo semplice. Ma la vera notizia è che stavolta nel tabellino non compare Cavani, in barba a chi ha sostenuto che le sorti del Napoli fossero esclusivamente dipendenti dai goal del Matador. Conforta la consapevolezza, in questo senso, che le soluzioni alternative possono venire fuori e funzionare a dovere, a condizione che sui binari delle corsie esterne i treni arrivino e partano con la puntualità richiesta da Mazzarri ed in mediana oltre ai muscoli ci si autoconvinca di poter mettere in moto anche il cervello.

E nel pomeriggio piovoso di un San Paolo semivuoto è andata proprio cosi: Maggio e Zuniga padroni assoluti delle fasce e prestazione straordinaria degli svizzeri di centrocampo: un Behrami ovunque, comunque e contro chiunque, mentre, finalmente, Inler sembra stia gradualmente iniziando a prendere coscienza di essere stato pagato qualcosa come 18 milioni di euro. Meglio tardi che mai.

Gli azzurri hanno avuto il merito di reagire ad un inzio poco brillante, in cui ci stava scappando persino il classico goal dell'ex di Dossena, al cospetto di un Palermo che aveva tutto l'interesse a mantenere bassi i ritmi, con gli occhi puntati sui movimenti di Cavani, pericolo numero uno da tenere a bada con il sistematico raddoppio a mo' di gabbia, nel finale troppo edonista per sigillare il suo centesimo centro nel campionato italiano.

LA PARTITA | NAPOLI-PALERMO 3-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
12
4
57%
8
0
4

PALERMO
9
3
43%
3
2
3

In assenza dei graffi dell'uruguaiano, Maggio prima e Inler poi hanno praticamente chiuso la gara già nei primi 45'.

La festa si è conclusa con il colpo ad effetto imbastito dal tecnico: dopo l'ingresso in campo di Insigne Lorenzo - quarto goal in campionato -, debutto in serie A per Insigne Roberto, che qualcuno nell'ambiente sostiene sia addirittura più forte del fratello.

I tre punti guadagnati contro i siciliani potrebbero diventare cinque tra qualche giorno, quando ci sarà da giocare la partita in tribunale per il ricorso contro la sanzione della Disciplinare.

"Sul campo mi sento a meno tre punti dalla Juventus"
. Mazzarri non ci sta e rivendica giustizia, ben consapevole che un eventuale ribaltamento della sentenza di primo grado gioverebbe alla classifica ed al mercato: con l'azzeramento della squalifica di Cannavaro e Grava cesserebbe l'urgenza di rinforzi in difesa e si potrebbe valutare la possibilità di piazzare altri colpi, magari per assicurare al tecnico qualche alternativa in più a centrocampo.

E proietterebbe gli azzurri ad un passo dalla Signora, accelerando di colpo il countdown verso il 1 marzo: si comincia con il doppio impegno contro Fiorentina e Parma che servirà a chiarire definitivamente le velleità dei partenopei. La palla quindi, per il momento, passa agli avvocati.

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