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I nerazzurri, in grande emergenza, trovano punti preziosissimi e rialzano la china dopo lo shock d'inizio 2013 contro l'Udinese.

Finalmente l'Inter può tirare un sospiro di sollievo. Continuamente tartassata da complessi intrecci di mercato, oltre che da una lunga mancanza di risultati e dall'interminabile susseguirsi di infortuni che ha falcidiato la rosa a disposizione di Stramaccioni, la squadra nerazzurra ritrova un po' di serenità e vede un barlume di luce in fondo al tunnel dopo il successo di ieri con il Pescara, che regala la prima soddisfazione del 2013 a tutto l'ambiente interista dopo la terribile debacle con l'Udinese di domenica scorsa.

In effetti, visto il recente trend, vincere era l'unica cosa che contava veramente. L'Inter ci è riuscita senza il bisogno di sfornare una prestazione trascendentale, ma facendo quanto era necessario per tornare con i tre punti in tasca. Tuttavia non era un'impresa così facile: il Pescara non sarà l'avversario più temibile di questo pianeta ma veniva da un momento di forma molto positivo, coronato dal trionfo sulla Fiorentina, e considerando che la pressione sulle spalle (e nella testa) dei giocatori dell'Inter stava cominciando a farsi sentire con una certa frequenza, la priorità principale diventava smuovere la classifica.

LA PARTITA | INTER-PESCARA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
15
5
55%
6
2
5

PESCARA
12
2
45%
4
2
2

La squadra di Stramaccioni ha avuto il merito di essere paziente aspettando l'attimo giusto per colpire, mantenendo i nervi saldi senza cadere vittima della fretta e dell'ansia da risultato.

Per la verità, l'atteggiamento rinunciatario del Pescara per tutto il primo tempo ha facilitato il compito degli uomini nerazzurri, che hanno mantenuto le redini del gioco dominando nel possesso palla, ma senza riuscire a creare granché. Qui però è venuto fuori il talento dei singoli, nel caso del primo goal di Cassano, che con una giocata illuminante ha spianato la strada a Palacio, che si è confermato miglior marcatore stagionale della squadra tra tutte le competizioni bucando Perin.

Il barese ha spesso cercato il passaggio filtrante per gli esterni o l'assist per i compagni, muovendosi su tutto il fronte d'attacco alla ricerca del colpo giusto, e questo è risultato determinante ai fini della manovra nerazzurra, che senza un ispiratore di questo calibro sarebbe rimasta probabilmente sterile.

Non solo però le giocate individuali hanno permesso all'Inter di ritrovare la vittoria, ieri la prestazione collettiva nel complesso è stata discreta: più o meno tutti hanno svolto il loro compito come richiesto. In particolare, si sono viste buone verticalizzazioni nelle ripartenze, l'arma più potente dell'Inter versione 2012-13.

Sicuramente sarebbe stato improbabile impostare fin da subito la partita sul contropiede visto il prevedibile atteggiamento del Pescara, ma la presenza in attacco della coppia Palacio-Cassano (entrambi ottimi contropiedisti) e di un giocatore come Guarìn, che esprime il meglio di sé negli spazi aperti, hanno fatto sì che l'Inter si sia resa spesso pericolosa negli spazi aperti con la squadra ospite sbilanciata, soprattutto nella ripresa, quando il risultato ha costretto il Pescara ad alzare il proprio baricentro.

Tutto questo è stato accompagnato da altre note liete, come la prestazione del giovane Benassi (da quanto tempo non si vedeva un centrocampista interista ricoprire le due fasi con questa continuità?) e l'essere riusciti a mantenere la porta inviolata con una difesa letteralmente inventata sul momento, che difficilmente avrebbe retto per novanta minuti se non fosse stato per un Cambiasso così. E anche normale che Chivu, dopo il lungo stop, debba smaltire un po' di ruggine e lo stesso vale per Silvestre, che non calcava un campo di Serie A da due mesi. Ma questo poco importa, perché si doveva vincere e lo si è fatto. Almeno per una sera Stramaccioni e l'Inter possono sorridere.

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