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I rossoneri sono piaciuti di più per personalità, coraggio e intraprendenza. I bianconeri, viceversa, hanno alimentato i dubbi generati dalla sconfitta della Sampdoria.

A vincere, e passare il turno, è la Juve, a convincere di più il Milan. Potremmo sintetizzare così le sensazioni che ci lascia questa sfida di quarti di Coppa Italia.

I rossoneri sono piaciuti di più per personalità, coraggio e intraprendenza: Allegri ha terminato, davanti, con un '94 (che personalità il ragazzino Niang) e due 92 (per il Faraone abbiamo finito gli aggettivi, Bojan ha dimostrato ancora una volta di potersi ritagliare il suo spazio).

I bianconeri, viceversa, hanno alimentato i dubbi generati dalla sconfitta della Samp. Sia una questione psicologica, o il peso della preparazione invernale ancora da metabolizzare, ma i ragazzi di Conte non sembrano né brillanti, né lucidi e ancor meno sicuri. E questo, che per una squadra che sembrava avere una perfetta padronanza dei nervi, deve essere un campanello d'allarme da non trascurare.

La 'Juve 2' non sembra spietata come quella dello scorso anno
E' vero che era una Juve 2, come ha tenuto a precisare Conte nel post-partita, ma sono proprio le 'riserve' ad aver deluso. Proprio quelle riserve che, invece, l'anno scorso hanno spesso cambiato le sorti della storia dei bianconeri: Marrone è sembrato quanto meno timido nelle veci di Pirlo, sebbene sia andato un filo meglio nella ripresa, Isla è parso ancora lontano da una condizione accettabile che gli consenta le sgroppate dei tempi di Udine (e poi a sinistra è limitato perché col mancino a stento ci cammina).

Il cileno è andato meglio quando spostato in mezzo: a proposito, forse per la prima volta in stagione, abbiamo rivisto Conte concedersi una variazione sul tema, cambiando dal 3-5-2 al 4-3-3 (diventato 4-5-1 una volta in vantaggio) e, casualmente (o no?) Il goal vittoria è arrivato proprio dopo la novità tattica. Il trasformismo, la flessibilità e la duttilità sono doti che forse, in questa stagione, il tecnico bianconero ha finora usato con troppa parsimonia.

E anche il finale non è stato certo da squadra sicura e matura: cominciare a guadagnare tempo sulla bandierina quando ancora mancano più di 10 minuti alla fine della partita, per poi rischiare di subire
il pareggio allo scadere in più di un'occasione, non è da 'grande'. Se era sicuramente eccessivo parlare di una Juve malata dopo la sconfitta contro la Samp, la vittoria contro il Milan ha comunque dimostrato che, di certo, non è in salute.

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