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Decidendo di mettere da parte Sneijder l'Inter ha commesso un doppio errore: al danno 'tecnico', infatti, se ne aggiunge uno economico perché cedere Wes, adesso, è difficile.

Dopo otto punti nelle ultime otto giornate parlare di crisi è un atto dovuto, perché le parole se le porta via il vento e sono i numeri quelli che contano e che fanno classifica. Il vecchio adagio “dalle stelle alle stalle” calza a pennello per questa Inter, che ha toccato il cielo con un dito e pronunciato la parola proibita “Scudetto” (post Juventus), e dalla settimana seguente e ripiombata drasticamente sulla terra.

Si respira della gran polvere ad Appiano, dove il caso Sneijder sta facendo danni probabilmente non calcolati. Un doppio disastro, tecnico ed economico, un danno a squadra e società che solo il tempo dirà di quale entità. Quando lo scorso 24 novembre Marco Branca lanciò l'aut-aut al giocatore sapeva di scatenare una bufera, ma forse pensava che alla fine della tempesta ci sarebbe stato il sereno. Invece sono quasi due mesi che sopra ad Appiano ci sono solo nubi nere, inframmezzate da poche giornate di sole (vittorie con Palermo e Napoli).

Sneijder non poteva essere il “salvatore della patria”, ma qualche punto in più lo avrebbe sicuramente portato. Punticini che in un campionato equilibrato come questo avrebbero fatto una gran bella differenza. I danni dal punto di vista tecnico sono sotto gli occhi di tutti e allo stesso tempo anche dal punto di vista economico la scarsità di grandi pretendenti fa scendere il prezzo del cartellino.

DANNO TECNICO: ALTERNATIVE NON ALL'ALTEZZA

E' vero che da un paio di anni non è più il fondamentale giocatore del 'Triplete' e che i troppi infortuni lo hanno condizionato, ma è altrettanto vero che questa Inter ha solo il nome di quella di Mou e che Sneijder (con Cassano) sia il giocatore di maggiore tasso tecnico. Un ingrediente che a questa squadra manca, quel pepe necessario per dare sapore a un minestrone troppo spesso riscaldato. Una squadra senza un regista non può prescindere dal suo uomo di centrocampo di maggior talento, quello capace di mandarti in porta con un tocco o di sbrogliarti le situazioni più difficili con un'invenzione o un calcio da fermo.

Vedere in campo in queste settimane i vari Alvarez, Coutinho, Livaja e il Jonathan di Udine è stato per i tifosi un supplizio troppo pesante e che non meritavano. In un periodo di appannamento di Cassano e (soprattutto) Palacio e Milito, anche uno Sneijder non al massimo avrebbe fatto comodo e qualche buona prestazione avrebbe giovato anche a lui e al suo curriculum.

Ora, invece, è quasi un corpo estraneo, con motivazione e voglia di sudare sotto i tacchi. Francesco Lodi del Catania potrebbe essere la 'toppa' a questo vuoto tecnico, quel regista che manca in rosa: come Wes un classe '84, ma alla grande occasione della vita, quindi con una fame e voglia di fare che l'ex Real Madrid ha perso (o gli hanno fatto perdere).

DANNO ECONOMICO: UNA CESSIONE DIFFICILE

Se dentro gli uffici della Saras, Moratti e i suoi si aspettavano la fila delle pretendenti all'olandese con il bigliettino in mano come dal macellaio hanno fatto davvero male i conti. Senza dubbio anche Sneijder si aspettava qualche avance in più, invece alla porta del suo procuratore Soren Lerby hanno bussato (timidamente) squadre di scarso appeal: Liverpool e Tottenham non possono regalare sogni scudetto, per il QPR parla la classifica (ultimo in Premier), mentre il Fenerbahce è più destinazione della disperazione.

Da Manchester (sponda City e United), da Londra (Chelsea) e da Parigi (PSG) nessun segnale, soprattutto nessuna intenzione di sborsare 6 milioni di euro l'anno per un giocatore che negli ultimi tempi ha visto più l'infermeria che il campo. Ogni giorno che passa da qui alla chiusura del mercato (fine mese) il prezzo del cartellino è destinato a scendere (ora siamo intorno ai 10-12) e non è un mistero che l'entourage del nazionale orange punti alla rescissione del contratto. Soluzione al momento nemmeno presa in considerazione da Moratti, anche perché i soldi sono pochi (come ammesso dallo stesso presidente) e il grande colpo di mercato (Paulinho) sembra proprio che si farà con quelli derivanti dalla cessione del ribelle Wes.

Sempre che in settimana il previsto incontro con Lerby non porti clamorosi sviluppi: senza offerte vantaggiose per entrambe le parti, potrebbe essere siglato un armistizio. Fino a giugno, quando le strade si divideranno...

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