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Il gioco iperoffensivo di Zeman è perfetto per esaltare la manovra della squadra azzurra. Ma non bisogna pensare che adesso i rinforzi non servano più: ce ne vogliono almeno 4.

Per lui si sprecheranno gli aggettivi e le prime pagine dei prossimi giorni. E, considerata la media realizzativa, resterà l'assoluto protagonista del mercato. Un tormentone, quello del futuro di Edinson Cavani, destinato ad esaurirsi solo a giugno. Ma che verosimilmente, al di là delle rassicurazioni di facciata, sarà sbrogliata dalla ormai famosa clausola rescissoria di milioni sessantatre (63), da versare tutti e subito. Uno sopra l'altro.

La maniera più indolore per lasciarsi, che solleverà calciatore e club da ogni responsabiltà verso i tifosi. Mentre il "cattivo" di turno sarà l'arabo o il russo che si farà passare lo sfizio di portarsi a casa uno tra i calciatori più forti del globo.

Ma Napoli-Roma non è stata solo Cavani: è lampante che un pezzo di copertina andrà necessariamente lasciato a De Sanctis. Perchè nel calcio vince chi segna più goal ma anche chi nella stessa partita riesce a prenderne meno. Specie se le statistiche di fine gara raccontano di tanto possesso palla e di numerosi assalti giallorossi sotto porta, come da filosofia zemaniana.

LA PARTITA | NAPOLI-ROMA 4-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
9
7
35%
7
3
3

ROMA
12
6
65%
7
2
1

Tuttavia, se solo la metà delle squadre di A adottasse l'atteggiamento del boemo gli azzurri sarebbero assoluti padroni del torneo: difesa alta, esterni votati all'offensivismo estremo e ricerca di manovre d'attacco che necessariamente finiscono per concedere spazi all'avversario. E con campo libero gli azzurri sono notoriamente implacabili, specie se con un Cavani in piena ispirazione divina.

Mettiamoci anche le contromisure prese da Mazzarri sugli esterni, laddove si è giocata la partita a scacchi: Maggio e Zuniga bloccati sulle corsie a tamponare i dirimpettai romanisti per poi far ripartire la squadra in superiorità numerica, con Hamsik e Pandev a catapultare il Matador oltre la linea difensiva, faccia a faccia con la porta.

Una strategia semplice ma efficace, quasi scontata, cucita sulle caratteristiche della squadra giallorossa. Un'eccezione, quella della squadra di Zeman, che esalta lo spettacolo ma che si colloca in uno scenario globale in cui si prediligono scuole di pensiero orientate ad accorgimenti difensivi di tutt'altro peso.

Considerazioni condivise dalla maggiore che inevitabilmente conducono ad una lucida riflessione: la gara contro la Roma deve essere circoscritta alle particolari condizioni tattiche che hanno favorito il successo dei partenopei. Un ridimensionamento dell'impresa finalizzato al bene dell'ambiente stesso, per evitare di fare la sponda tra eccessi diversi nell'arco di qualche settimana.

E' ancora vivo, infatti, il ricordo dello sconforto del -10 nel post-Bologna, che sembra lontano anni luce dall'entusiasmo di queste ore, ravvivato dalla prospettiva di un potenziale secondo posto - ballano i due punti sequestrati dalla Disciplinare - con tanto di etichetta di vera anti-Juve. E soprattutto per non ridimensionare la necessità di rinforzi: l'organico ha bisogno di essere integrato con almeno quattro acquisti che vadano a tamponare le lacune lasciate dalle squalifiche e dai flop del mercato estivo.

Armero e Calaiò sembrano ad un passo, ma le condizioni economiche ci sono tutte per poter fare anche di più, specie in retroguardia. Il doppio impegno interno con Palermo e Fiorentina e la trasferta di Parma segneranno il mese di gennaio degli azzurri e le relative potenzialità, con un occhio al campo e l'altro al mercato. Per ricamare fiumi di parole sul futuro di Cavani, poi, c'è ancora tempo.

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