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I nerazzurri affondano ad Udine dopo un primo tempo non giocato e una ripresa disputata per metà. Mancano qualità e alternative: gennaio dovrà essere provvidenziale.

Anno nuovo, stessa storia. Ipotizzare che l'Inter potesse cominciare il 2013 in maniera peggiore era impresa ardua anche per il più pessimista dei tifosi. A dire il vero, è altrettanto complicato pensare di poter vincere, o comunque di riuscire a trarre qualcosa di positivo da una partita nella quale la squadra gioca solamente diciotto minuti.

Dopo un primo tempo abulico e sterile, infatti, i nerazzurri, erano tornati in campo nella ripresa lottando col coltello fra i denti, a tal punto da mettere alle corde l'Udinese e dando vita a un vero e proprio festival delle occasione sciupate, con l'incredibile errore di Jonathan da due passi a guidare la lista.

Ma questa illusione è durata solo diciotto minuti appunto, ovvero l'intervallo di tempo tra il fischio d'inizio del secondo tempo e il primo goal di Di Natale, che sommato alla sciagurata espulsione di Juan Jesus ha tagliato le gambe alla squadra nerazzurra, colpita con perfetto tempismo nel suo momento migliore della partita. Da lì in poi l'Inter ha smesso di giocare e l'epilogo è miseramente peggiorato, ma viste le circostanze a cui i nerazzurri ci hanno abituato ultimamente aspettarsi una reazione dalla squadra era abbastanza imprevedibile.

Ciò su cui Stramaccioni dovrà riflettere è tutto ciò che ha preceduto il disastro dell'ultima mezz'ora, a partire da un primo tempo buttato via, per il semplice fatto che l'Inter non è scesa in campo. Già l'impressionante serie di infortuni, culminata nell'affaticamento muscolare di Milito, non faceva presagire nulla di buono, e nemmeno la formazione presentata in campo dallo stesso Stramaccioni ha lasciato molte perplessità.

LA PARTITA | UDINESE-INTER 3-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

UDINESE
14
5
48%
4
3
3

INTER
13
4
52%
9
4
3

Il tecnico romano aveva certamente delle attenuanti, ma schierare titolare un esubero come Jonathan privava la squadra già in partenza della poca qualità di cui può attualmente godere in mezzo al campo.

Perché posizionando infatti il brasiliano sulla corsia di destra, e con Cambiasso titolare in difesa, rimaneva solamente Zanetti a poter affiancare Gargano in mediana. Ma con un terzino in fase calante di 39 anni (Zanetti è un'autentica leggenda per l'Inter, ma il sole tramonta per tutti), e un interditore puro come l'uruguaiano, diventa un'impresa costruire qualcosa in termini di gioco e manovra. E questo è apparso chiaro per tutti i primi 45' minuti, dove l'Inter ha costruito l'unica palla goal su invenzione di Guarìn, uno dei pochi a salvarsi nella disfatta.

Non tutto sembrava da buttare però, perché almeno la difesa aveva retto, anche se l'Udinese dal canto suo aveva fatto intravedere poco nel primo tempo. Lo 0-0 era un risultato giusto, ma fino alla ripresa. L'Inter, infatti, meritava di andare in vantaggio con tutte quelle occasioni costruite nel primo quarto d'ora di secondo tempo. Ma oltre a costruirle, le occasioni vanno convertite in goal. E, cosa accaduta spesso quest'anno, l'Inter è stata punita per i suoi sprechi.

Forse però non è un male che un campanello d'allarme così forte sia risuonato nel pieno del calciomercato di gennaio, nel quale l'Inter dovrà cercare di risolvere un po' di grane (Sneijder) e di rattoppare le sue lacune più evidenti. E sinceramente il colpo Rocchi in apertura non fa ben sperare (con tutto il rispetto per il giocatore), o al contrario sottolinea ancora di più quanto la squadra e la società siano in difficoltà in questo momento. È inevitabile che qualche operazione andrà portata a termine, quantomeno affinché le alternative in panchina possano offrire davvero qualcosa alla squadra, soprattutto se quest'ultima è falcidiata dagli infortuni. Le opzioni a disposizione di Stramaccioni, a gara in corso ieri, erano veramente pochine.

Ma oltre a nuovi innesti, l'Inter ha prima di tutto bisogno di ritrovare la sua anima. La squadra è completamente persa e non ha carattere: del resto, era proprio per questo che sembrava improbabile aspettarsi una reazione dopo il duo goal-espulsione nella partita di ieri. E l'ingresso di Silvestre al posto di Cassano all'81', con l'Inter sotto tre a zero, è il perfetto emblema della situazione in casa nerazzurra.

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