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Una Juve non in forma, punita dagli errori di qualche singolo, ha ceduto il passo in casa ad una Samp in inferiorità numerica: adesso serve rimboccarsi le maniche.

Anno nuovo, vita nuova per la Juventus? Ma no, via i catastrofismi e cerchiamo di essere il più possibile realisti: la sconfitta dei bianconeri firmata Sampdoria è stato sicuramente un modo pessimo di cominciare il 2013, ma guai a parlare di crisi o cose simili, che non è il caso. Semplicemente, la Juve vista contro i blucerchiati non è stata la solita macchina schiacciasassi che ammiriamo di consueto nel nostro campionato da più di un anno a questa parte. I motivi? Svariati.

Alcuni giocatori hanno innanzitutto dimostrato una condizione fisica approssimativa. Pogba, tanto per fare un esempio, era uno dal quale ci si aspettava tantissimo. Per dargli fiducia Antonio Conte ha confinato in panchina nientemeno che Vidal ma il francesino, a differenza di altre volte, ha tradito un po’ le attese. Non è stato il Pogba che conosciamo tutti, e di ciò ne hanno risentito anche i compagni.

Ed a proposito di compagni, le assenze sugli esterni dei moti perpetui Lichtsteiner ed Asamoah hanno fatto sentire il loro peso specifico sull’economia del match. De Ceglie e Padoin sono buoni gregari, hanno fatto il loro come sufficienza (più o meno) comanda, ma i “titolari” del ruolo sono ben altra cosa. Qualcuno, ad esempio, per la sostituzione dello svizzero avrebbe preferito vedere in campo Giaccherini piuttosto che l’ex atalantino, ma va ricordato come recriminare col senno di poi sia esercizio sin troppo facile, quindi meglio evitare.

Ed evitiamo anche di puntare il dito contro Gigi Buffon e Federico Peluso. Per carità, entrambi non hanno vissuto la loro giornata migliore, e dispiace soprattutto per il difensore, all’esordio con la maglia della Juventus. Ma prendersela con Buffon (come qualcuno ebbe l’ardire di fare, lo scorso campionato, dopo la colossale topica contro il Lecce) va oltre ogni limite.

LA PARTITA | JUVE-SAMP 1-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVE
16
7
62%
13
4
2

SAMP
10
4
38%
3
7
0

Sia chiaro, sul primo goal ha decisamente steccato mentre sul secondo non era poi così facile come molti dicono, ma non si può fare del miglior portiere del mondo il capro espiatorio di una sconfitta, dopo le prodezze che sforna a ripetizione da sempre, nonostante qualcuno si ostini a dire che non sia più il Buffon di una volta.

Quanto a Peluso, c’è chi ha parlato addirittura di presunzione da parte di Antonio Conte nel voler inserire a tutti i costi in formazione un elemento non ancora pronto, e soprattutto in un ruolo che non è propriamente il suo, preferendolo al rodatissimo Caceres.

Inutile negare che l’ex atalantino, in occasione del raddoppio di Icardi, abbia commesso qualche errore di valutazione ma è capitato e basta. Ha bisogno di tempo per inserirsi, e magari un errore del genere lo avrebbe commesso anche se avesse esordito tra un mese, giusto per andare via di paradossi.

Non è quindi certo solamente per le disattenzioni di Buffon e Peluso che la Juventus ha perso il match. Tutta la squadra – va ribadito – ha fornito una prestazione non eccelsa, priva di quella intensità e di quell’ardore agonistico che sono caratteristiche principali di questi giocatori.

La Juve a tratti è andata a velocità dimezzata, e l’aver giocato quasi tutti i 90 minuti a senso unico non è un merito se poi vai a perdere: ricordiamo che il livello delle due formazioni non è paragonabile, senza dimenticare che i blucerchiati hanno giocato ben più di un tempo in inferiorità numerica per via del sacrosanto doppio giallo a Berardi.

Certamente, sono dati di fatto la traversa piena colpita da Vucinic, il salvataggio sulla linea di Romero e l’episodio del rigore non concesso a Matri, ma quando perdi in casa in determinate circostanze, le scusanti non hanno motivo di esistere.

Come detto inizialmente, guai a fare gli allarmisti: non è stata la Juventus spietata, cinica, corsara e dotata di polmoni d’acciaio che siamo soliti vedere. L’impressione, netta, è però che sia stato solo un passo falso e nulla più. Del resto, già dopo la sconfitta casalinga contro l’Inter si erano levate le urla di disperazione delle Cassandre di turno, salvo poi sparire poco dopo.

Ciò che Conte adesso deve fare è indirizzare i suoi uomini sui binari consoni alle loro dimensioni, cercando di fare il possibile per sopperire alle assenze forzate di Chiellini ed Asamoah, e sperando che l’infortunio occorso a Marchisio non sia nulla di assolutamente grave.

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