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La squadra di Allegri ha giocato un brutto primo tempo ed una bella ripresa contro il Siena: provvidenziale l'inserimento in campo di Bojan.

Il Milan trova tre punti preziosi, per morale e classifica, dentro la calza della Befana. Nel giorno del “No al Razzismo”, i ragazzi di Allegri battono con molta sofferenza il Siena di Iachini, che nonostante l’assenza del riferimento offensivo (Calaiò) crea non pochi problemi ad Abbiati e compagni.

Un Milan che aveva chiuso l’anno con una sconfitta pesante sia per il gioco espresso che per il risultato acquisito, ed erano tornate “nubi” sulla testa di Allegri. Complici anche i passi falsi di Inter e Fiorentina, i rossoneri hanno “alzato” il ritmo specialmente nella ripresa, grazie all’inserimento di Bojan, giocatore decisivo specialmente a gara in corso, che ha sbloccato con un preciso colpo di testa su cross di Boateng.

Un primo tempo abulico, senza idee per i rossoneri che si proponevano con un Pazzini riferimento centrale, supportato da Boateng ed El Shaarawy. A centrocampo Nocerino ed Ambrosini erano affiancati da un Montolivo che è parso indietro di condizione, e soprattutto a corto di idee.

LA PARTITA | MILAN-SIENA 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

MILAN
9
3
60%
5
2
3

SIENA
5
3
40%
3
5
0

In difesa la nota lieta è stata il baby De Sciglio che si è improvvisato centrale, ma i rossoneri ancora una volta hanno mostrato la loro difficoltà sui calci da fermo e sui colpi di testa (vedi il gol sempre di testa di Paolucci n.d.r); apparso in ritardo di condizione Ignazio Abate: su di lui sembra esserci lo Zenit di Spalletti, ma da Via Turati hanno smentito la cessione del terzino destro.

Come detto è stato un Milan senza idee, tant’è che all’intervallo sono partiti numerosi fischi agli undici in campo. Nella ripresa, Allegri è stato bravo ed anche fortunato a passare al 4-2-3-1 con Bojan al posto di Nocerino, con conseguente aumento di pericoli per la squadra toscana.

Il goal di Bojan è stato importante, anche perché Abbiati in precedenza aveva salvato “miracolosamente” su Rosina. Il 2 a 0, gol che di fatto ha chiuso la contesa, è arrivato al minuto 80’, quando Pazzini è stato messo giù in area da Felipe (rivedendo le immagini il rigore appare un pò generoso, anche se il contatto c’è stato) e lo stesso attaccante ha trasformato il penalty. Peccato che Pazzini, diffidato, abbia rimediato il giallo, che gli farà saltare la sfida contro la sua ex squadra (Sampdoria).

Il Milan chiude il girone d’andata con 30 punti (10 in meno della scorsa stagione), in settima posizione a solamente a 7 punti dalla zona Champions e a 5 dall'Europa League. Ora il calendario dei rossoneri appare “poco impegnativo”, visto che nelle prime sei giornate dovrà affrontare in casa Bologna, Udinese e Parma, mentre in trasferta se la dovrà vedere con Sampdoria, Atalanta e Cagliari.

Se il Milan dovesse ottenere dai 12 punti in su (praticamente quattro vittorie come minimo), e magari il Presidente Berlusconi regalasse un top player (Balotelli o Drogba) o qualche elemento di valore (Poli, Naingollan, Astori, tanto per citarne alcuni), allora sognare il terzo posto, o addirittura il secondo, non sarebbe un’utopia.

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