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A Siena gli azzurri rialzano la testa: boccata d'ossigeno dopo la doppia scoppola bolognese. Ma Lazio e Fiorentina in questo momento appaiono più solide in ottica Europa.

Giusto in tempo. Stavolta i minuti finali contro il Siena hanno restituito al Napoli ciò che gli ultimi giri di lancette della doppia sfida con il Bologna avevano tolto. Una situazione, quella del Franchi, sbloccata ancora una volta in coincidenza con il cambio di modulo. Ma sull'argomento ci risparmiamo ulteriori sermoni, ormai è l'evidenza dei fatti ad avvalorare la tesi.

Una boccata d'ossigeno per Cavani e compagni che si regalano uno spicchio di serenità natalizia dopo essere finiti, nel giro di una settimana, fuori dalla coppa Italia e dalla lotta scudetto. Tre punti che, se in ottica tricolore non intaccano il -10, assumono un significato importante nella lotta "dell'altro campionato", quello per i due preziosissimi posti Champions.

Nello spazio di 2 punti ben quattro squadre, con Lazio e Fiorentina che in questo momento appaiono molto più solide dei partenopei dal punto di vista del morale. E, bisogna dirlo, anche dal punto di vista dell'affidabilità dell'organico. Un attaccante di scorta alla Klose o il centrocampo di qualità a disposizione di Montella: elementi che rappresentano in pieno ciò che servirebbe a stretto giro, il prototipo di calciatori che colmerebbero le storiche lacune d'organico, ma che Walter Mazzarri ha sempre intravisto solo nei suoi sogni notturni.

LA PARTITA | SIENA-NAPOLI 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

SIENA
3
1
46%
2
2
2

NAPOLI
8
4
54%
5
0
1

Ma i guai non vengono mai da soli e le sentenze di Palazzi, stavolta inteso come procuratore federale, hanno spostato le priorità sugli obiettivi di mercato: per stessa ammissione di Bigon, la società ha come prima urgenza quella di tamponare la voragine in retroguardia. I nomi che circolano - Danilo, Rolando, Neto - non sono quelli da strapparsi i capelli, ma la politica del club orientata al rispetto del bilancio non può che indirizzarsi su questo target: cartellino abbordabile ed ingaggio contenuto, niente gente di esperienza, blasone e diritti di immagine.

E la distanza siderale nei confronti della Juve contribuirà a non azzardare follie nel prossimo mercato di gennaio. Gli ordini di scuderia saranno molto semplici: sfumato il sogno scudetto da alimentare con qualche acquisto di livello per giocarsela ad armi pari con i bianconeri, a questo punto meglio non depauperare risorse economiche per una lotta Champions in cui, tutto sommato, si può essere competitivi anche senza colpi da top player.

Anche in ottica del "mistero" sul futuro del tecnico: Mazzarri lascerà a fine stagione? Ieri il mister a fine partita è fuggito via senza rilasciare dichiarazioni ma la sua personale presa di posizione vale più di mille parole: i messaggi subliminali lanciati alla società non si contano più ed ormai, al di là delle dicharazioni di facciata, degli auguri natalizi e dalle investiture ad effetto ("Mazzarri è il nostro comandante"), il rapporto tra il patron ed il tecnico sembra inevitabilmente indirizzato sulla via del logorio.

Da una parte il presidente, consapevole che in giro non ci sono molte alternative - a buon mercato - capaci di sostituire l'allenatore toscano. Dall'altra Mazzarri, sicuro di avere una certa credibilità nell'ambiente, ma con un palmares alle spalle non ancora sufficiente a garantirgli un futuro su una panchina d'oro. Insomma, una guerra di nervi che rischia di far scivolare la squadra nella mediocrità. Ma i tifosi, manco a dirlo, meritano ben altri regali.

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