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Dopo aver sognato la rincorsa ad un piazzamento Champions, il Milan ha subìto una dura batosta dalla Roma di Zeman: troppi i limiti della difesa rossonera.

4-0 e poi un recupero tentato per disperazione e favorito dalla superiorità numerica. Circostanze chiare che fanno capire che il Milan ha certamente meritato di perdere. Un punto fermo dal quale partire per iniziare un'analisi che vuole provare a mettere in evidenza ciò che il 2012 ha lasciato di buono, il molto che ha lasciato di negativo e ciò che si spera il 2013 possa portare con sé.

Ci sono partite, quella ad esempio con il Chievo, nella quale i primi tre tiri vanno tutti in rete e vinci facile, ci sono poi partite come contro Lazio, Palermo e Roma, nelle quali sono gli avversari a capitalizzare ogni occasione e tutto diventa complicatissimo. Il segreto per vincere é segnare e segnare é un merito di chi ci riesce. Punto. Resta il fatto che se i gol avversari arrivano tutti da errori propri, il "merito" deve essere condiviso.

LA PARTITA | ROMA-MILAN 4-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ROMA
13
8
44%
4
2
1

MILAN
22
11
56%
8
3
7

Il Milan non é stato travolto dalla Roma di Zeman ma dalla Roma. Niente azioni in velocità, niente tagli improvvisi, niente ripartenze a mille all'ora, i rossoneri hanno subito quattro goal a difesa schierata e quasi tutti in superiorità numerica in mezzo all'area. La squadra di Allegri ha subito gli ennesimi goal di testa, gli ennesimi su calcio da fermo che ormai prende il nome dal modo in cui si pongono i difensori rossoneri. Fermi appunto sia che si difenda a zona che a uomo. Yepes contro Burdisso, Yepes contro Osvaldo, Yepes più altri contro il certo non irresistibile, di testa, Lamela. Una serata da incubo per il colombiano che in una partita ha sbagliato quanto in tre anni di Milan messi insieme riproponendo una copia di Nesta in un derby contro la Roma e soprattutto contro Montella. Allegri dice che cercherà nuove soluzioni.

Ecco il primo auspicio per il nuovo anno. Prendere meno goal di testa e da calci piazzati e magari farne qualcuno. In un calcio dove le palle inattive sono essenziali e spesso decisive, bisogna lavorare perché lo siano in positivo e non sempre in negativo.  Il Milan ha giocato male? Non propriamente. Ha giocato come molte altre volte, come ha giocato anche nelle ultime settimane. La differenza é stata che El Shaarawy ha sbagliato invece che segnare e che il portiere avversario ha parato e bene.  I goal subiti invece sono rimasti una costante, c'erano prima e ci sono stati pure all'Olimpico. Non sono scuse, la premessa iniziale circa i meriti giallorossi rimane punto fermo, resta però anche il fatto che una partita storta non deve cambiare il giudizio su un Milan che ha dei difetti, che spesso regala i primi tempi, che dipende forse troppo dai goal di un solo giocatore, che sta crescendo ma che non può certo dirsi grande, che in mezzo a mille problemi ha saputo reagire, ha mostrato buone cose e lanciato giovani dal roseo presente e con grandi prospettive.

Si vuole puntare al terzo posto, al secondo, ma forse é più realistico non fare proclami e vivere di giornata in giornata con la voglia di migliorare e gettare basi per il futuro. Cose buone ce ne sono e forse il mercato di gennaio ne porterà altre. In settimana é arrivata la notizia che il Milan affronterà il Barcellona. In mezzo a tanti motivi per preoccuparsi una cosa buona c'è, i catalani, almeno di testa, non sono certo dei giganti.

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