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Doveva essere una partita non troppo scomoda per l'Inter quella contro un Genoa in grande difficoltà. Invece è arrivato un pareggio che allontana i nerazzurri dalla vetta.

Stramaccioni aveva chiesto ai suoi di conquistare i tre punti per chiudere il 2012 al secondo posto e l'impresa, senza scomodare l'eroico Tom Cruise, sembrava alla portata di Zanetti e compagni contro un Genoa disastroso e che, senza penalizzazioni, era di fatto il fanalino di coda delle serie A. Invece in un colpo solo ai tifosi è rimasto sullo stomaco il pranzo dell'ultimo sabato di campionato e il panettone natalizio dei prossimi giorni si prospetta davvero indigesto. Un'Inter davvero brutta, vista così solo a Parma e in casa contro il Palermo, si salva per il rotto della cuffia contro un Grifone volenteroso e nulla più, chiudendo l'anno al terzo posto a pari merito con la Fiorentina e un punto dalla Lazio.

LA PARTITA | INTER-GENOA 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
15
4
61%
7
2
4

GENOA
8
2
39%
2
2
4

E' vero che l'assenza dei due uomini più in forma, Nagatomo e (soprattutto) Guarin, aveva scombussolato i piani di Stramaccioni, ma è altrettanto vero che questa squadra più che evolvere continua in un processo di involuzione che rischia di compromettere i piani Champions League.

Il massimo obiettivo stagionale, perché la parola scudetto pronunciata ad Appiano dopo la vittoria dello Juventus Stadium, appare ora come la battuta felice di un comico di Zelig, con la squadra sprofondata a -9 come la temperatura sull'altopiano di Asiago. Se contro la Lazio obiettivamente la Dea Bendata si era voltata dall'altra parte, parlare di sfortuna contro la peggiore squadra di Serie A, come ha fatto Moratti a fine gara, appare davvero fuori luogo.

Meglio concentrarsi sulle lacune di una squadra che non riesce ad alzare i ritmi del gioco, che va solo a sprazzi e punta esclusivamente sulle giocate dei singoli. E quando non ci sono Guarin e Sneijder, l'unico che può accendere la luce è Cassano. Troppo poco. Ancora una volta i limiti di una rosa davvero corta sono venuti fuori prepotentemente. Strama ci ha messo anche del suo, perché puntare dal primo minuto su Alvarez (poi uscito alla mezzora per infortunio) è sembrato un harakiri in perfetto stile giapponese.

Il team manager Cordoba se l'è presa con i tifosi che hanno fischiato l'argentino, ma ha sbagliato bersaglio, perché avrebbe dovuto prendersela con chi ha portato all'Inter un calciatore così inadeguato e, a furia di prove opache, ormai sfiduciato. Le assenze non possono e non devono essere un alibi, soprattutto quando il tuo avversario non se la passa certo bene e in panchina ha solo un nugolo di giovani interessanti e nulla più.

A proposito di giovani, il confine tra eroe di giornata e nuovo Calloni è davvero sottile e se ne è accorto Livaja. Incredibile il palo colpito dal croato al 90', un errore che se commesso all'oratorio non può che costarti la derisione di amici e avversari. L'ennesima conferma che questa squadra ha bisogno di un attaccante di peso e con esperienza, che possa far rifiatare il tridente Cassano-Palacio-Milito.

Che la squadra non abbia più l'equilibrio dei giorni migliori è confermato dai numeri: nelle ultime 10 gare di campionato, Handanovic ha sempre preso gol, Palermo a parte, un trend che non può farti sognare qualcosa di importante. I continui cambi di modulo, da un lato espressione di una certa duttilità, sembrano non giovare alla squadra, che avrebbe bisogno di intraprendere una strada e continuare a percorrerla. Invece, infortuni e scelte tecniche, costringono Zanetti e compagni a continue variazioni che sembrano controproducenti.

La pausa natalizia arriva come manna dal cielo per una squadra che non ha più benzina in tanti uomini cardine, come Milito, Zanetti. Anche lo stesso Cambiasso, salvatore della patria, ha bisogno di rifiatare. Sotto l'albero Stramaccioni spera di trovare una soluzione al caso Sneijder (impossibile che la squadra non ne risenta, visto come è gestita la questione). Alla ripresa la speranza è quella di recuperare più elementi possibile, per poter attuare un po' più di turnover, e che Moratti metta mano al portafoglio: un centrocampista (Paulinho) e un attaccante (Pinilla) possono rendere meno insidiosa la corsa verso un posto nella prossima Champions League, il grande obiettivo stagionale.

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