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I bianconeri affronteranno i 'Bhoys' di Lennon, squadra compatta, coriacea ma alla portata degli uomini di Conte. La grande insidia però è rappresentata dalla gara a Glasgow...

Il dado è tratto: la Juventus, in occasione degli ottavi di Champions League, affronterà il Celtic di Neil Lennon. Sicuramente, sorteggio alla mano, si può tranquillamente dire che alla Vecchia Signora poteva andare peggio. D’altro canto, però, gli scozzesi hanno ampiamente dimostrato di essere una squadra coesa e difficile da affrontare. Basti vedere, infatti, come siano riusciti a impensierire (sia all’andata che al ritorno) il Barcellona di Lionel Messi nel girone G.

La truppa di Glasgow, pur non avendo in rosa giocatori di altissimo spessore tecnico, fa della coralità il proprio credo calcistico. E proprio il tecnico Lennon, classe 1971, si sta rivelando una piacevolissima sorpresa. L’uomo di Lurgan, infatti, divenuto manager del Quadrifoglio nel marzo del 2010, è riuscito a plasmare nel migliore dei modi la propria compagine, rendendola stuzzicante e gradevole da osservare.

Uno degli aspetti di notevole caratura made in Celtic, senz’ombra di dubbio, è il sistema difensivo. Gli scozzesi, nei 180 minuti disputati contro i blaugrana, hanno conseguito una doppia prestazione di notevole spessore. Alcuni possono definirla “catenacciara”, altri etichettarla “organizzata”, ma la verità è una sola: avere la meglio su questa squadra è difficile, soprattutto al Celtic Park.

LE INSIDIE BIANCOVERDI PER LA JUVENTUS
Lennon Hooper
Samaras Celtic Park

La Vecchia Signora, a maggior ragione in terra scozzese, dovrà essere brava a non cadere nel tranello del ritmo infernale. La bolgia dell’impianto di Parkhead, come sempre, sarà l’arma in più dei padroni di casa, ma la Juventus, complice il poter fare affidamento su giocatori di grandissima esperienza internazionale, non dovrà farsi intimorire, profondendo la propria identità calcistica e cercando - attraverso la fase di possesso - di mettere a nudo tutti i difetti tecnici dei 43 volte campioni di Scozia.

Per quanto concerne, invece, la fase offensiva dei prossimi avversari nell’Europa che conta della Juventus, le individualità più rappresentative sono principalmente due: Gary Hooper (’88) e Georgios Samaras (’85). Il primo, bomber 24enne nato in Inghilterra, è diventato a suon di goal un punto di riferimento per i propri compagni. Mentre il secondo, nonostante non sia mai stato un grande marcatore, grazie alla sua fisicità e, in particolar modo, al gioco aereo, è l’artefice, nonché principale sviluppatore, dell’intero gioco di squadra.

La Vecchia Signora, per poter accedere ai quarti di finale, dovrà essere brava a imporsi in maniera cinica e spietata. La dea bendata il suo l’ha fatto; ora toccherà ai vincitori dell’ultimo campionato italiano archiviare questa pratica.

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