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L'offerta del Corinthians riporta i rossoneri ad un anno fa, ma con venti milioni in meno sul piatto. Aspettare ancora il brasiliano è un azzardo da ponderare con attenzione.

E’ passato un anno e il Milan si ritrova, ancora una volta, davanti al bivio Pato: lasciarlo partire, questa volta destinazione Brasile, o provare a rilanciarlo a Milano? Ad un anno di distanza, i continui infortuni del numero 9 rossonero hanno – teoricamente - già emesso la loro sentenza. Se, a questo, aggiungiamo il malessere psicologico di una situazione che potrebbe incidere anche sulla sua salute fisica, forse l’addio è la scelta inevitabile.

Il problema è che un anno di attesa è costato al Milan 20 milioni di euro: dai 28 + 7 di bonus offerti dal PSG il gennaio scorso, ai 15 scarsi del Corinthians di oggi. Dunque, adesso, ci sono anche 20 milioni di motivi (e di rimorsi) per rimuginarci un po’ su. Inoltre, rispetto ad allora, non c’è più un Tevez pronto sull’uscio: c’è, forse, un Balotelli (forse… e poi siamo sicuri che sia la stessa cosa?). E questo nella migliore delle ipotesi, perché i nomi che circolano sono decisamente meno esotici ed elettrizzanti.

Vladimir Weiss, tanto per farne uno. Niente contro l’attaccante del Pescara, per carità, trattasi di un 24enne di ottima prospettiva, ma – con tutta la buona volontà - è difficile pensare allo slovacco come al nuovo Pato. Tuttavia, ne avevamo già parlato nel caso di Robinho, se le cifre che circolano fossero realmente quelle messe sul piatto, è difficile anche fare miracoli. Se ti presenti sul mercato con 15 milioni (se va bene), di questi tempi, impossibile trovare porte spalancate.

I NUMERI DEL 2012/13
DI ALEXANDRE PATO
7 Presenze tra Serie A e CL
3 Presenze da subentrante
343 Minuti giocati in stagione
2 Goal realizzati, in Champions
1 Rigore fallito, con la Fiorentina
15 I milioni offerti dal Corinthians
Vero è che l’investimento del 2007 (22 milioni di euro, dunque 7 in più di quello che si incasserebbe ora) è tecnicamente, e completamente, ammortizzato (dunque si registrerebbe una plusvalenza di 15 milioni netta), ma le plusvalenze – per sfortuna di Galliani – non fanno gol.

La sensazione è che il viaggio in Brasile serva al Milan più per scatenare un’asta e sperare in rialzi dell’ultimo minuto, magari provenienti anche da quella Parigi che non ha mai nascosto l’amore per quel brasiliano incupitosi a Milano, piuttosto che a concludere fattivamente l’affare.

Dunque, al di là della scelta di cuore, questa volta, sarà anche – se non soprattutto – una decisione economica. La sensazione è che di fronte all’offerta giusta, adesso, non saranno erette barriere. Il problema è che, al momento, l’offerta non è certo di quelle irrinunciabili. Anzi: per assurdo, a quelle cifre, conviene più sperare nel rilancio del giocatore, piuttosto che svenderlo al “peggiore” offerente. 

A questo punto, forse, meglio addirittura un prestito, nella speranza di ritrovarsi un Pato rinfrancato fra sei mesi. Anche perché è difficile capire quale possa essere la sua reale valutazione: quanto può valere oggi un Papero triste? Quello attuale, probabilmente, anche meno dei 15 milioni offerti; quello potenziale, però, non ha prezzo.

La verità è che oggi Pato è una dannatissima, e costosissima, scommessa: il Milan può crederci e sperare nella rinascita, col rischio di non vedere più un euro in caso di fallimento, oppure farsi ingolosire dai quei 15 milioni e rinunciare al progetto di un campione. Ricordiamoci, però, che parliamo di un 23enne che, per ora, ha mostrato solo un ologramma delle sue doti. La scelta, ovviamente, non è facile e non vorremmo essere nei panni della dirigenza rossonera. Rien ne va plus, dicono al casino. Fate il vostro gioco…

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