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La partenza di Robinho sembra un'ipotesi sempre più verosimile ed il Milan allora ragiona già su come sostituire il brasiliano: ma servono i campioni per puntare a vincere.

Tutto il Milan si è schierato in difesa di Robinho, nel senso che ha alzato le barricate, chiuso la porta blindata e creato un bunker a Milanello. Se anche Allegri nella conferenza stampa si è spinto a chiamarlo “figlioccio” è facile capire come la fase di corteggiamento sia al suo culmine. Ma Adrianone e Max sapranno competere con le spiagge brasiliane o – meglio - con la nostalgia dei figli lontani? Lo vedremo.

Così come vedremo, nel caso, come il Milan deciderà di sostituirlo: fare delle previsioni ora, sarebbe impossibile, perché troppe le variabili in campo. Partirà? Arriverà un’offerta adeguata? Quanto il presidente metterà di suo sul piatto qualora dovesse realmente rimpiazzarlo? Partirà solo lui o anche Pato? Domande alle quali è troppo difficile dare risposta oggi. Detto questo, se è difficile ipotizzare chi possa sostituirlo, è più semplice identificare chi non è in grado di farlo.

La politica giovane del Milan ci intriga, ma il fenomeno El Shaarawy non va ingigantito, perché come tutti i fenomeni, si tratta per definizione di un evento eccezionale. Il Faraone impera perché gioca nel solco della strada scavato da Ambrosini, Nocerino, Montolivo, Pazzini, ma ancora prima dai Baresi, dai Maldini, dei Gattuso, dei Seedorf, che hanno partecipato a costruire l’anima di Milanello.

L’idea di un Milan under 23 è elettrizzante, ma il rischio è di fare la fine dell’Arsenal. I giovani vanno coccolati, difesi, lasciati crescere senza pressioni e al fianco di gente esperta che possa guidarli, anche solo con l’esempio. Creare il giusto mix di gioventù ed esperienza al quale tutte le squadra ambiscono, questo deve essere il fioretto del nuovo anno per Galliani.

Il sostituto di Robinho, dunque, non può essere Niang, per non caricarlo di eccessive responsabilità; non può essere Bojan, che è già sparito dai radar di Allegri; tanto meno può essere Weiss, giovane di buone speranze e poco più; potrebbe esserlo Balotelli, sempre che mettesse finalmente la testa a posto (ma a quanto pare più che un sogno potrebbe restare un’utopia).

Qualora Galliani dovesse veramente essere costretto ad arrendersi alla saudade, al Milan serve un giocatore pronto almeno tanto quanto quello che parte. Perché una squadra  giovane ti dà entusiasmo, ma è con i campioni che si vince.

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