In sette giorni la squadra di Ancelotti ha cancellato il -5 dal Lione e si è riportata in vetta: protagonisti i vecchi big della nostra Serie A ed una mentalità 'Made in Italy'.
Sette giorni per rimettere tutto a posto. Sette giorni per annullare lo scomodissimo e freddo - 5 dalla vetta. Il Paris Saint-Germain è caduto malamente, ma si è rialzato per riprendersi una poltrona praticamente già prenotata ad inizio stagione. Le tre vittorie consecutive contro Evian, Valenciennes e Lione hanno messo in evidenza tutte le migliori caratteristiche dell''italian style'.Dalla scrivania alla panchina, fino al campo sono dodici gli italiani di nascita e d'adozione. Leonardo ha fatto la spesa in Serie A portando a Parigi Thiago Silva, Lavezzi, Ibrahimovic e Verratti. Prima di loro arrivarono Pastore, Thiago Motta, Menez, Maxwell, Sirigu e Sissoko. Una vera e propria colonia di ex 'italiani', che col tempo stanno trovando la giusta amalgama al Parco dei Principi.
Ancelotti ha cambiato modulo, inventato, preso critiche e risalito la china. Ancora il prodotto è imperfetto, ma il 4-2-3-1 sembra davvero essere l'assetto giusto per far viaggiare senza freni la macchina Psg. Il rientro di Thiago Motta (guarda caso) è stato fondamentale per acquisire un equilibrio a centrocampo. Inoltre Pastore sta pian piano trovando la sua dimensione al centro della trequarti, dove può sfruttare meglio la sua visione di gioco.
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E poi c'è Lavezzi. Negli ultimi tempi il Pocho sembra davvero quello di Napoli: fa assist e segna con una certa regolarità. Il feeling con Ibrahimovic cresce di partita in partita, e questo non può che giovare allo svedese, non più costretto a prendersi la palla sulla trequarti.
Il match col Lione era il test per antonomasia. Il Psg non poteva non passarlo. E così Ancelotti ha giocato la partita più italiana del suo corso: squadra attenta a difendere e pronta ad attaccare al momento giusto. Senza frenesia, senza troppa voglia di strafare.
Il goal della vittoria è stato realizzato da Blaise Matuidi. L'ex Saint-Etienne non è italiano, nè di nascita nè di adozione. Ma lo è pienamente come caratteristiche. E' il perfetto centrocampista interditore/incursore che in Serie A troverebbe il suo habitat ideale. E' il meno appariscente tra i campioni parigini, ma in questa stagione si è rilevato indispensabile.
Di grande importanta tattica è il tutto fare Maxwell. Ancelotti lo utilizza sia come terzino sinistro che come mezz'ala, ed i risultati sono quasi sempre ottimi. L'obiettivo di Carletto, a questo punto, e far maturare e crescere il talento di Verratti: 'le petit Pirlo' è partito alla grande, ma successivamente ha palesato dei limiti caratteriali che ne hanno rallentato la completa esplosione.
In una settimana può cambiare tutto. E quindi se martedì scorso consideravamo il Psg ancora in cerca di un'identità ed incapace di far convivere tutte le prime donne in rosa, oggi certamente non si sono risolti tutti i problemi.
La vittoria sul Lione può essere però considerata l'imbocco alla via della continuità e dell'armonia. A questo punto sarà curioso capire dove verrà collocato Lucas e se arriveranno altri italiani come De Rossi e Sneijder.
Certo, è un paradosso vedere una francese che gioca all'italiana, ma forse è l'unico modo per far sì che il grande e vincente Psg non duri soltanto una settimana.

