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La Lazio si aggrappa ancora una volta al suo uomo più decisivo, stoico nell'andare costantemente oltre i limiti dell'età. Nel mercato servirà agire anche per il suo bene.

Lazio–Inter si sa, è molto più che una partita, è uno scontro ufficiale e contemporaneamente amichevole tra due tifoserie che si amano e tra due squadre che si rispettano. Lazio–Inter non è mai una sfida nella sfida, i biancocelesti e i nerazzurri sembrano separati alla nascita da un’operazione pressoché perfetta. Ma, come in tutte le belle favole, qualcuno alla fine deve pur trionfare.

Nella squadra capitolina c’è un giocatore che si diverte a travestirsi da narratore, uno che all’anagrafe fa Miroslav di nome e Klose di cognome. Il narratore tedesco non perdona mai e, sulle tacche del suo scarpino, mancava all’appello il nome Inter. Il panzer è un esecutore spietato, uno di quelli che mai ti vorresti trovare contro. Quando verso il minuto ottanta Miro sbaglia un goal praticamente fatto, la gente sugli spalti è attonita, incredula.

LA PARTITA | LAZIO-INTER 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
13
3
52%
7
2
1

INTER
14
3
48%
6
2
1

Klose si alza, zoppica, “ha sbagliato per i crampi” sentenzia qualcuno. Ma Klose non lascia il campo, ha ancora forza per dettare il passaggio a Mauri e andare a bucare Handanovic con un diagonale letale, decisivo. Il tedesco esulta e poi crolla al suolo, stremato dai crampi; cambio, standing ovation e timbro indelebile sulla partita. Il colpo del ko è tremendo, i nerazzurri accusano e abdicano fino al triplice fischio finale di Mazzoleni.

I numeri sono eloquenti, quarantatre presenze in Serie A e ventitre goal. Nella storia della società romana è difficile trovare qualcuno che possa equipararlo, superarlo. Lotito e Tare gongolano, uno dei centravanti più forti del pianeta è arrivato alla Lazio e incredibilmente gratis.

Klose è il simbolo di una squadra che sta rinascendo e tornando grande a piccoli ma sostanziosi passi. La carta di identità dice trentaquattro, ma a vederlo in campo si spera che il panzer possa allungare la sua carriera fino a quarant’anni, se possibile. Un giocatore unico, decisivo e imprescindibile merita di avere un sostituto all’altezza che gli permetta di rifiatare quando le tossine straboccano.

Si fanno i nomi di Abdellaoue, Caio e Immobile, giocatori validi che l’ottimo Tare avrà sicuramente valutato. Un consiglio per il bravo direttore sportivo laziale, però, ce lo vogliamo permettere: e se fosse proprio Klose a scegliere a il sostituto di Klose?

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