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Arbitri, avversari, calendario... quando perde, il portoghese ne ha per tutti, come ha dimostrato la sconfitta di mercoledì contro il Celta, la sesta della stagione.

Jose Mourinho è sotto pressione. Mercoledì sera il Real Madrid ha perso la sesta partita stagionale, contro il Celta Vigo, vincente per 2-1 in Coppa del Re. E sarebbe andata ancora peggio se Cristiano Ronaldo non avesse segnato nel finale il goal che consente ai 'blancos' di restare favoriti per l'approdo ai quarti di finale.

L'allenatore portoghese ha già eguagliato la quota di sconfitte totali - sei, appunto - che aveva toccato nella sua stagione d'esordio al Santiago Bernabeu, e la sconfitta di mercoledì significa anche che il Real ha perso in tutte e quattro le competizioni di questa stagione (Liga, Champions League, Supercoppa di Spagna e Coppa del Re).

La Supercoppa è stata conquistata dopo la vittoria ottenuta al ritorno contro il Barça, ma i campioni in carica si ritrovano attualmente con 11 punti di distacco dai catalani nella Liga. Inoltre, hanno faticato molto in entrambi i match di Champions League contro il Borussia Dortmund (un pareggio e una sconfitta), dovendo accontentarsi del secondo posto nel gruppo D.

Il portoghese non ha mai perso più di nove volte in una singola stagione (all'Uniao Leiria e al Porto nel 2001-02), ma quel risultato è in pericolo, visto che, come già ricordato, prima di Natale le sconfitte sono già sei.

Il problema è che Mourinho sta fuggendo dalle vere ragioni delle difficoltà del Real. Goal.com vi elenca i dieci alibi principali utilizzati dall'ex allenatore dell'Inter dal suo arrivo a Madrid nel maggio 2010.

GLI ARBITRI
E' probabilmente la sua preferita. Dopo la vittoria per 1-0 sul Siviglia nella sua prima stagione spagnola, Mourinho stilò una lista di 13 errori arbitrali; affermò che il Barcellona sarebbe stato "felice con Iturralde" nei giorni precedenti al suo primo Clasico (perso dal Real per 5-0 at Camp Nou nel novembre del 2010); recentemente ha dichiarato alla stampa che gli arbitri hanno commesso "due grossi errori" nella sconfitta contro il Betis. Si è lamentato anche dopo la sconfitta nell'andata della Supercoppa di Spagna, ed è andato oltre dopo la sconfitta del suo Real contro i catalani nella semifinale di Champions 2010-11, accusando l'Uefa, l'Unicef e - chiaro - gli arbitri.

LA CANTERA
Dopo la sconfitta di ottobre contro il Borussia Dortmund, il portoghese ha difeso la propria scelta di schierare Essien terzino sinistro al posto del giovane Nacho (Marcelo, Coentrao e Arbeloa erano tutti infortunati) lamentandosi della cantera del club in una conferenza stampa di qualche giorno dopo. Ha inoltre elencato i giocatori provenienti dalle giovanili che hanno esordito sotto Vicente Del Bosque (1999-2003), affermando poi di aver fatto esordire molti ragazzi (ma molti di loro avevano in realtà giocato in amichevole). E si e preso i meriti quando Alvaro Morata ha segnato la rete decisiva col Levante, nonostante Higuain e Benzema non avessero giocato solo perché indisponibili.

IL CLUB
Nella sua prima stagione al Santiago Bernabeu, Mourinho lamentava di una certa mancanza di supporto a livello istituzionale. "La mia squadra deve essere difesa dal club. Ora sta trovando appoggio solo nell'allenatore. Il club ha una grande struttura, ma voglio che difenda i miei giocatori". Le sue lamentele portarono all'addio di Jorge Valdano. Ma anche in questa stagione il portoghese ha attaccato i vertici del Real. Dopo il pari col Manchester City ha affermato di sentirsi "sempre il cattivo dei film": ovvero, l'unico a parlare degli arbitri. Il portoghese è scontento anche per quanto riguarda il mercato, in particolare per l'incapacità della sua dirigenza di acquistargli un attaccante la scorsa estate.

I TIFOSI
La scorsa stagione, il 49enne di Setubal si è lamentato nei confronti dei tifosi del Real quando "solo in 300" hanno affrontato il breve viaggio dalla capitale a Vallecas per sostenere la squadra contro il Rayo Vallecano, ma è stato ancora più critico riguardo all'atmosfera del Bernabeu. "Voglio ringraziare i tifosi della curva: se non fosse stato per loro, lo stadio sarebbe stato vuoto" ha detto dopo la gara disputata (a mezzogiorno) dal Real contro l'Osasuna la scorsa stagione. E dopo il recente 2-2 contro il Borussia Dortmund ha aggiunto: "Chi, come me, è qui da due anni e mezzo è abituato all'atmosfera fredda del Bernabeu."

IL CALENDARIO
Dopo la sconfitta contro il Betis di fine novembre, Mourinho ha lanciato una pesante accusa: il calendario sarebbe controllato da "altri", ovvero il Barcellona. I catalani avevano giocato in Champions League il martedì per poi scendere in campo la domenica per la Liga, mentre il Real aveva disputato i rispettivi match il mercoledì e il sabato. "E' ovvio che altre squadre stanno controllado il calendario - ha affermato - staranno sicuramente ridendo alle mie spalle". Nel mese di settembre, tuttavia, il Barça aveva giocato il mercoledì in Europa contro lo Spartak Mosca e poi tre giorni dopo in campionato, mentre il Real aveva goduto di giorni di riposo supplementare.

GLI AVVERSARI
Nella stagione d'esordio, Mourinho accusò lo Sporting Gijon di facilitare le cose al Barcellona dopo che l'allenatore biancorosso Manolo Preciado aveva cambiato 9 giocatori per la sfida del Camp Nou. "Hanno giocato con le seconde linee, regalando la partita" disse. E dopo un pareggio col Levante nel 2010-11 affermò: "Solo il Real voleva giocare a calcio oggi. Mi conforta il fatto che nessuno dei miei giocatori sia finito in ospedale". Nel 2011, dopo un pari senza reti col Racing, ha accusato i cantabrici di far scena e perdere tempo, riferendosi in particolar modo alla costante entrata in campo della barella mobile, usata - secondo il portoghese - come tattica dagli avversari.

IL TERRENO DI GIOCO
Le prime partite casalinghe di Mourinho alla guida del Real Madrid non furono convincenti, ma l'allenatore attribuì gli inizi balbettanti al cattivo stato del terreno di gioco del Santiago Bernabeu. Dopo un 3-0 all'Espanyol disse: "Non abbiamo giocato bene, ma sono soddisfatto. I giocatori erano stanchi, abbiamo giocato contro una squadra che non aveva nulla da perdere su un campo di patate". Dopo le lamentele del suo allenatore, il Real si mosse velocemente per rifare il manto erboso del Bernabeu.

I GIOCATORI
L'ex allenatore di Chelsea e Inter ha criticato i propri giocatori dopo la sconfitta di mercoledì col Celta, affermando che Raphael Varane ha giocato meglio di molti altri sebbene limitato da un infortunio. Dopo il ko col Getafe all'inizio di questa stagione, ha definito "inaccettabile" la prestazione dei suoi giocatori, mentre la sfida persa contro il Siviglia è stata "pessima sin dai primi minuti". In seguito alla sconfitta col Betis, infine, ha attaccato la propria squadra denunciandone l'incapacità di affrontare due match in rapida successione.

LA STAMPA
In questa stagione il rapporto di Mourinho con la stampa si è deteriorato ulteriormente. Mercoledì sera ha detto ai giornalisti: "Il vostro tono è sempre negativo". La scorsa stagione, il portoghese ha accusato la stampa di contribuire a causare malumori nel club. "Alcuni scrivono che il Real sarà campione, ma sono gli stessi che cercano di provocare divisioni e conflitti" ha detto. Recentemente, dopo il pari di Manchester che ha provocato l'uscita del City dalla Champions League, ha affermato: "Se fossi stato sbattuto fuori io, non mi avrebbero nemmeno permesso di tornare a Madrid".

L'ALLENATORE DEL CASTILLA
Mourinho ha criticato l'allenatore del Castilla (la squadra giovanile del Real) Alberto Toril per utilizzare un modulo diverso da quello della prima squadra: in questo modo i giocatori non sarebbero preparati a un approdo con i 'grandi'. "Hanno uno schema differente" ha detto recentemente il portoghese. "Ci sono nel Castilla dei giocatori che attuano in ruoli che nella prima squadra non esistono". Ha proseguito citando la seconde punte Jese e Nacho, un terzino convertito a centrale difensivo. "Toril ha piena autonomia. Deve decidere cos'è più importante: finire quarto, quinto o sesto in Segunda, oppure favorire il percorso dei giocatori fino alla prima squadra".

 
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