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Tra le seconde linee, un super Padoin, la garanzia Marrone e poco altro. Urgono un rinforzo a sinistra e la rinascita di Vidal.

Doveva essere la serata delle occasioni, per le seconde linee, di mettersi in mostra. E’ stata una mezza debacle, visto che ben tre giocatori hanno dovuto rinunciare al match per intero o anche solo in parte. Nell’ordine si sono fermati Giaccherini, Vidal e Bendtner. Con quest’ultimo che si aggiudica il premio nobel per la sfortuna visto che, fino a quando è stato in campo, aveva fatto intravedere qualcosa di buono, pur evidenziando i consueti limiti in fase di conclusione. Al suo posto è entrato Matri che, ancora una volta, ha confermato di vivere un’involuzione incredibile se si pensa a quanto da lui fatto nel 2011.

Tornando al tema delle riserve, promosso Marrone nel ruolo di regista difensivo. L’impressione, netta, è che Lucio potrà andar via tranquillamente senza necessità di sostituirlo intervenendo sul mercato. Non particolarmente bene hanno fatto invece i due esterni, De Ceglie ed Isla. Poco meglio il primo, quantomeno più intraprendente. Il cileno, dal suo canto, ha bisogno di fare un grosso salto di qualità, perché, di questo passo e con questo passo finirà per doversi accontentare delle briciole. Ed è un peccato, perché abbiamo tutti negli occhi il devastante giocatore che è stato Isla nelle ultime stagioni ad Udine, ben altra cosa rispetto a questo che non azzecca un cross neppure per errore…

LA PARTITA | JUVENTUS-CAGLIARI 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
13
5
55%
8
1
0

CAGLIARI
7
1
45%
1
4
4

Quanto al terzino valdostano è un onesto gregario, che alterna cose egregie ad altre da censura. Lo si sapeva, e la partita di ieri ha confermato la necessità di dover intervenire sul mercato per prendere un pari ruolo, considerato che Asamoah, il 19 gennaio, partirà per la Coppa d’Africa.

Promosso invece, e senza riserva alcuna, Padoin. Molto propositivo, pur giocando in mezzo al campo e non nel consueto ruolo di esterno, è stato di gran lunga il migliore dei suoi, soprattutto nella prima frazione di gioca. Se prima di questo match la dirigenza juventina era intenzionata a sacrificarlo, Conte, suo mentore, adesso ci penserà probabilmente più di una volta ad assecondarne la partenza. L’unico motivo per il quale l’ex bergamasco andrebbe dato via, è perché merita di giocare molto di più. Ma tant’è, la concorrenza in casa bianconera è di quelle pesanti.

Per il resto, non è stata proprio la solita Juventus. Certo, c’è stato fondamentalmente un predominio sul piano territoriale ma, ad onor del vero, i ritmi non sono stati quelli cui la squadra di Conte ci ha ultimamente abituati. L’obiezione naturale è che dei titolari in campo ne sono scesi appena sei (Buffon, Barzagli, Bonucci, Vidal, Asamoah e Giovinco), ma ciò non può rappresentare una scusante. Anzi, il fatto che a giocarsela siano stati molti che, solitamente, stanno a guardare, li avrebbe dovuti  a fare particolarmente bene. Missione compiuta solo parzialmente.

Ah, Giovinco ha finalmente segnato un goal decisivo, diranno, forse un po’ sarcasticamente, i suoi detrattori. In realtà, la crescita che sta palesando ultimamente la ‘formica atomica’ va ben aldilà del goal segnato ieri contro il Cagliari. In passato siamo stati severi con l’ex parmense, ma gli va dato atto che, continuando di questo passo, le scuse gli arriveranno da più parti.

Ad ogni modo, in quello che è stato il festeggiatissimo ritorno di Antonio Conte allo Juventus Stadium, è stato raggiunto l’obiettivo qualificazione con il minimo sforzo, è il caso di dirlo. Ai quarti ci sarà una tra Milan e Reggina. Siamo certi che, in caso di passaggio del turno dei rossoneri, la prossima di Coppa Italia della Juve sarà di ben altro furore agonistico.  

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