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Il ventiseienne colombiano, dopo aver superato i guai fisici che ne hanno condizionato i primi mesi, si sta rivelando l'arma in più sia in mediana che da finto trequartista.

Dopo i primi sei mesi di avventura all'Inter, c'era già chi lo aveva bollato come 'bidone'. E invece, una volta superati i problemi fisici che ne hanno condizionato impiego e rendimento da gennaio a giugno scorso, Fredy Guarin si è preso il centrocampo nerazzurro sulle spalle diventando una freccia letale a disposizione dell'arco di Stramaccioni.

Ciò che più sta colpendo del colombiano, oltre alle indubbie qualità tecniche e fisiche, è il rapido inserimento nei meccanismi del campionato italiano grazie al quale è arrivato a rappresentare non solo un perno della mediana ma anche un prezioso 'jolly' sul quale poter contare in base agli avversari che l'Inter si ritrova ad affrontare.

I NUMERI DELLA STAGIONE DI GUARIN
11 I milioni pagati dall'Inter per riscattarlo
14 Le presenze in campionato
3 Le reti in campionato
8 Le presenze in Europa League
2 Le reti in Europa League
Emblematico è stato il match di domenica scorsa contro il Napoli, dove a Guarin è stato chiesto di fare lo 'Sneijder' di turno: Stramaccioni lo ha piazzato tra le linee, da finto trequartista, col compito di far saltare i piani difensivi predisposti da un Mazzarri già costretto a dover arginare la classe di Milito e la fantasia di Cassano.

E l'ex Porto, riscattato dall'Inter in estate dai lusitani per 11,5 milioni di euro dopo sei mesi a Milano in prestito oneroso (a 1,5 milioni), anche contro i partenopei non ha tradito le attese e ha avuto il merito di sbloccare il risultato con un tiro tanto bello quanto intelligente (visto che la giocata è nata da un impeccabile schema da calcio d'angolo). Intelligente proprio come il colombiano, che sta dimostrando all'Italia intera di saper leggere i tempi dell'inserimento come pochi ed essere in possesso di una notevole duttilità tattica.

Guarin si sta rivelando protagonista sia in serie A che nelle coppe: 14 presenze in campionato (per un totale di 884 minuti giocati) condite da tre goal contro Sampdoria, Atalanta e Napoli e due assist; 8 i gettoni collezionati in Europa League (621'), dove spiccano la rete con cui ha punito il Vaslui nel turno preliminare (sua la firma nel definitivo 2-2 di San Siro grazie alla quale i nerazzurri si sono guadagnati l'accesso alla fase a gironi) e quella di Belgrado col Partizan dove confezionò anche gli assist per la doppietta di Palacio.

Buona visione di gioco, tiro dalla distanza e stazza imponente, avvicinano di molto il ventiseienne di Puerto Boyacà al prototipo di centrocampista moderno. Una crescita costante che fa felice Stramaccioni, consapevole di poter contare su un Guarin in più nel motore della sua Inter per sopperire ai 'mal di pancia' di Sneijder e garantire spessore alla mediana nerazzurra.

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