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Nel momento in cui Messi spadroneggia a titolo individuale, il derby di Manchester sancisce definitivamente qual è la coppia migliore di attaccanti. E Ferguson gongola...

Nel momento in cui quasi tutte le squadre giocano con una sola punta o addirittura molti con il famoso falso nove affiancati da un indefinito numero di fantasisti, lo United va controcorrente e ci riporta indietro di qualche anno. Due punte, che tra di loro si integrano come meglio non potrebbero. La prima Ferguson ce l’ha già da anni, Rooney. Mancava chi davvero lo potesse affiancare.

La Juventus lo aveva tanto sognato, l’Arsenal in tutti i modi aveva provato a trattenerlo, alla fine si è accasato allo United. E’il 17 agosto ed Alex Ferguson versa nelle casse dei Gunners quasi 30 milioni di euro per Robin Van Persie, oltre ad offrirgli un contratto vicino ai 13 milioni di euro annui.
Sicuramente dispendioso come affare, ma quando sir. Alex decide di spendere tali cifre ha sempre una buona ragione.

In fondo la passata stagione non era stata delle migliori: figure pessime in Champions ed Europa League, titolo della Premier letteralmente gettato al vento e fuori subito nelle coppe nazionali. Così lo scozzese decide di affiancare allo straordinario Rooney, un finalmente maturo Van Persie, capocannoniere della Premier League.

E’ la prima volta nella storia che primo ed secondo classificato come reti si trovano ad affrontare la stagione successiva insieme. Il risultato non poteva che essere ottimo, ma loro hanno fatto meglio, sono andati oltre. La posizione di Rooney viene leggermente modificata da Ferguson in modo da lasciare maggior spazio al cannoniere olandese, reduce dalla sua stagione più prolifica con 37 gol in 48 presenze con l’Arsenal.

Come caratteristiche poi si integrano alla perfezione. L’inglese, in pratica agisce alle spalle della punta come regista offensivo e centrocampista aggiunto in fase difensiva. Un lavoro davvero massacrante, ma che gli garantisce una certa libertà sul campo. A Van Persie resta poi il compito di tramutare in gol qualsiasi occasione abbia a sua disposizione.

ROONEY E VAN PERSIE, LA COPPIA PIU' BELLA
WAYNE ROONEY
ROBIN VAN PERSIE

IN SINTESI
17 PARTITE 20
1352 MINUTI GIOCATI 1569
7 GOAL 14
0.4 MEDIA GOAL 0.7
11 ASSIST 5

E veniamo ai numeri: fin qui Van Persie ha segnato praticamente solo goal decisivi e quando c’è il suo nome tra i marcatori lo United vince sempre. Gioca pochi minuti nella sconfitta all’esordio contro l’ Everton, ma si sblocca alla seconda giornata contro il Fulham. Una settimana dopo arriva una tripletta al Southampton.

Impressionante poi la sua costanza nel timbrare costantemente in ogni big match. L’olandese infatti ha zittito prima Anfield Road, poi Stamford Bridge ed ovviamente non poteva mancare la sua firma nella vittoria sull’Arsenal. Domenica pomeriggio, anche se in maniera un po’ fortunosa è riuscito ad indirizzare il derby di Manchester nel recupero.

In Champions disputa 4 match e rifila prima una doppietta vincente al Cluj, poi il goal del pareggio nella sfida vinta contro il Braga in Portogallo. Fin qui per lui 20 presenze con 14 goal e 5 assist, più precisamente ha giocato 1569 minuti e va a segno ogni 112.

Rooney ha chiaramente risentito a livello realizzativo della presenza dell’olandese, ma la qualità delle sue prestazioni non è certo calata. Il suo campionato per ora è stato fatto solo di doppiette: a subire la sua furia prima lo Stoke City, poi il Reading, prima dei cugini nel derby di domenica. In Champions firma il sorpasso sul Braga ed è fermo ad una sola rete. Impressionante il numero dei suoi assist, ben 11(7 in campionato, 4 in Europa).Insomma se per caso la sua media realizzativa cala, la sua incisività offensiva per lo United non diminuisce di certo.

Al momento lo United si trova primo in Premier a più 6 sul City di Mancini, manco a dirlo con il miglior attacco(40 reti, media di 2,5 per partita). In Champions ha impiegato 4 partite per qualificarsi come primo nel girone ed ora punta dritto alla vittoria finale. E con due attaccanti del genere, nulla è impossibile...

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