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Il club rossonero potrebbe offrire al ribelle attaccante l'ambiente ideale per maturare. La sua esperienza al City, al di là delle smentite di rito, sembra ormai al capolinea.

Babbo Natale arriva troppo presto, quando il mercato di riparazione è ancora chiuso, quindi sotto l’albero, anche per colpa della crisi, c’è poco da aspettarsi. Ma è nella calza della Befana che i tifosi del Milan possono trovare una dolce sorpresa, caramelle e torroncini di rito a parte.

Mario Balotelli è il nome che infiamma i cuori rossoneri, quel giocatore di cui Galliani è (sportivamente) innamorato e per il quale il presidente Berlusconi sarebbe disposto ad allargare i cordoni della borsa.

In casa Milan, soprattutto per strategia, al nome di SuperMario provano a fare finta di nulla, a voltarsi dall’altra parte, ma sotto i baffi di intravede il sorriso di chi è pronto a chiudere un’operazione capolavoro. Balotelli e il Manchester City sono sempre più distanti, la bocciatura di Mancini nel derby contro lo United è stata l’ultima pagina di una lunga storia che non sembra avere un lieto fine.

I COLPI 'INVERNALI' DEL MILAN
2008 Alexandre Pato
2009 Thiago Silva
2010 Beckham
2011 Cassano
2012 Maxi Lopez
Nonostante le dichiarazioni concilianti e di speranza che sono arrivate da Fano (“Balotelli ha grandissime qualità, non è in vendita. È un giocatore che a 22 anni deve pensare solo al suo lavoro e alla sua famiglia proprio perché ha questo talento, e per questo non può disperderlo come sta facendo”), dove Mancini si è recato per ritirare un premio in occasione della Giornata delle Marche, la realtà è ben diversa e SuperMario è ormai un peso, poco sopportato da dirigenza e spogliatoio e sul quale anche il tecnico jesino non sembra più disposto a scommettere. In crisi di rapporti, ma soprattutto di prestazioni con sole tre reti stagionali in maglia Citizens, di cui una in campionato, l’attaccante azzurro ha bisogno di cambiare aria e il Milan, la squadra per la quale ha sempre tifato sin da bambino, rappresenta l’ambiente ideale dove fare quel passo che gli manca verso la completa maturazione e non disperdere così il suo immenso talento.

Gennaio è un mese in cui il club di Via Turati ha dimostrato di recente di saper lavorare bene. L’anno scorso di questi tempi era tutto fatto per l’arrivo di Carlitos Tevez, bloccato solo dal veto presidenziale alla cessione (ormai concordata) di Pato al PSG. Questioni di cuore (di Barbara) a parte, Galliani ci aveva visto giusto ancora una volta e con l’argentino il campionato avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso. Come l’anno prima, quando gli innesti di Van Bommel e Cassano portarono alla conquista dello scudetto.

Nell’inverno 2009, i rossoneri bruciarono la concorrenza di mezza Europa per accaparrarsi Thiago Silva: il difensore brasiliano, ora il migliore al mondo, non poteva essere utilizzato per il tetto sugli extracomunitari ma si allenò a Milanello per sei mesi e debuttò nella stagione seguente. Sempre in gennaio, ma dell’anno prima, fece il suo debutto (con doppietta) Pato, che arrivò a settembre ma venne impiegato solo a partire da gennaio, dopo aver compiuto i 18 anni. Dodici mesi prima, dal Real Madrid arrivò il Fenomeno Ronaldo: uno sgarro ai cugini che durò fino all’ennesimo (grave) infortunio del brasiliano.

Ora Galliani ci riprova con Balotelli, con la stessa formula con la quale aveva puntato inizialmente Tevez: in prestito con diritto di riscatto. Le casse societarie, purtroppo, non permettono spese folli, anche perché c’è da garantire al giocatore un contratto di circa 5 milioni di euro netti a stagione. Balotelli-El Shaarawy, una coppia da sogno, due terzi del tridente che guiderà l’Italia ai Mondiali 2014 in Brasile.

Con una coppia così, i sogni di mezza estate (in questo caso inverno) possono diventare realtà: la stagione nata sotto una cattiva stella si può raddrizzare e la tortuosa strada verso il terzo posto sarebbe un po’ meno impervia. Soprattutto se Allegri sarà bravo a mettere in riga SuperMario, impresa che il solo Prandelli è riuscito a compiere. Poi in estate, tornare a pronunciare la parola scudetto non sarà più una bestemmia…

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