thumbnail Ciao,

L' incredibile solidità mostrata dal pacchetto arretrato bianconero è il vero segreto su cui Conte sta costruendo una Juve vincente in Italia e in Europa.

La Juventus continua la propria corsa solitaria in vetta alla classifica in campionato e accede agli ottavi di Champions da capolista del girone nonostante l’ormai cronica abulia mostrata sotto porta dai punteros di Madama. I bianconeri infatti, così come già accaduto nella scorsa stagione, sembrano poter costruire un’altra annata da record sulle solide fondamenta rappresentate dalla granitica linea difensiva composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini.

L’anno scorso gli uomini di Conte conquistarono lo Scudetto chiudendo il torneo con soli venti goal al passivo, quest’anno la musica non è cambiata. Quella della Juventus infatti, anche dopo le prime sedici giornate della nuova stagione, resta la miglior retroguardia del campionato, avendo incassato la miseria di dieci reti.

I GOAL SUBITI DALLA JUVE DOPO IL RITORNO IN SERIE A
STAG GOAL SUBITI
MEDIA
2007-2008 37
0,97
2008-2009 37
0,97
2009-2010 56 1,47
2010-2011 47 1,24
2011-2012 20 0,52
2012-2013 10* 0,62

Merito senza dubbio del pacchetto arretrato bianconero, ma merito anche di un  impressionante lavoro difensivo messo metodicamente in atto da tutta la squadra, attaccanti compresi. Il pressing alto imposto da Conte come un dogma permette spesso di recuperare la palla molti metri più avanti rispetto all’area di rigore presidiata da Buffon, riducendo di parecchio i pericoli per il numero uno juventino.

D’altronde la difesa è stato uno dei settori meno rivoluzionati da Marotta, basti pensare al fatto che tutti e tre i pretoriani di Conte facevano parte della rosa bianconera anche nella stagione targata Del Neri. Stagione al termine della quale la Juventus chiuse il campionato in settima posizione e con ben quarantasette goal sul groppone.

Rispetto a quell'annata disgraziata però molto è cambiato in casa bianconera. La copertura assicurata da una linea mediana formata da gente del calibro di Pirlo, Vidal e Marchisio non è infatti lontanamente paragonabile a quella composta dall'accoppiata Melo-Aquilani.

Specie il mediano brasiliano è ricordato ancora come un incubo da tifosi e compagni, che non possono dimenticare l'indole del centrocampista verdeoro, troppo sovente solito ad aprire intere praterie agli avversari, perdendo un'innumerevole quantità di palloni proprio nella zona nevralgica del campo.

Il mutato rendimento del trio difensivo composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini si è certamente giovato anche dell'avvicendarsi degli uomini sugli esterni. Se infatti Del Neri poteva contare sull'acerbo Motta e sul bolso Grosso, oggi Conte affianca ai tre centrali il dinamismo dei vari Lichsteiner, Isla e Asamoah, capaci di assicurare spinta e copertura alla retroguardia bianconera.

Insomma, la Juve di Conte, proprio come l'ultima Vecchia Signora vincente targata Capello, sembra poter costruire i suoi successi, in Italia così come in Europa, sulla solidità difensiva. Solidità garantita da un lavoro di equipe, non potendo di certo l'attuale compagine contare sulle individualità di cui la rosa dell'era di Don Fabio era ricca anche nella propria retroguardia.

Basti pensare come ben 3/4 di quella difesa fossero composti da giocatori che, tra i tanti titoli al loro attivo, hanno conquistato anche un Mondiale, leggasi in tal senso sotto le voci Thuram e Zambrotta. Per non parlare di un certo Fabio Cannavaro, colonna dell'Italia vincitrice dell'alloro iridato nel 2006 e Pallone d'Oro dello stesso anno.

Dati che esaltano ancora di più l'incredibile ruolino di marcia della rosa di Conte, capace di sopperire ad una qualità non eccelsa dei singoli con una perfetta organizzazione tattica, utile a ridurre al minimo i rischi per i difensori bianconeri e a costruire i successi di una nuova epopea juventina.

Sullo stesso argomento