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Anche dopo lo scontro diretto tra Inter e Napoli è difficile individuare una reale candidata al trono della Juve. La vera insidia è che la Champions possa costare caro...

L’Inter ha battuto il Napoli (ma non strapazzato) e l’ha superato in classifica. La Roma, invece, ridimensiona la Fiorentina, la raggiunge e si accoda al trenino delle inseguitrici. Intanto, la Juventus passeggia a Palermo, rischiando poco e sprecando tantissimo.
   
Domenica tutti a sottolineare come dal posticipo fosse definitivamente uscita l’anti-Juve, in pochi però hanno notato che i bianconeri, grazie alla vittoria nerazzurra, hanno ulteriormente aumentato il loro vantaggio, portandolo a 4 punti. E sabato prossimo l’Inter andrà a Roma contro la Lazio.

Insomma, in testa c’è una gran bagarre, che però coinvolge tutti, tranne forse proprio la Juve che, candida, si gode i frutti della “guerra dei poveri”.

LA CORSA AL VERTICE
1. Juventus 38
2. Inter 34
3. Napoli 33
4. Lazio 30
5. Roma 29
  6. Fiorentina 29
Intendiamoci, Roma, Fiorentina e Lazio, sono splendide realtà, andate già oltre le più rosee previsioni, che rianimano il nostro calcio e lo rendono più intrigante di quanto fosse lecito attendersi alla vigilia. Detto questo, sono squadre che al massimo possono ambire all’Europa (insieme al Milan, che ha la colpa di aver perso troppo terreno in avvio).

La Juventus ha superato indenne il periodo di massimo peso psicologico e fisico per l’impegno della Champions e per l’assenza del suo allenatore, ha avuto anche un paio di cocenti battute d’arresto, eppure oggi guarda tutti dall’alto in basso dal quarto piano.

Prima del posticipo, restavano, appunto, Inter e Napoli come degne rivali per lo Scudetto. L’Inter ha avuto due occasioni, le ha sfruttate e poi le ha difese alla vecchia maniera (tutti dietro, palla lunga e pedalare), il Napoli - come spesso gli accade contro le big - ha cominciato col solito timore reverenziale salvo poi tentare di svegliarsi alla distanza, quando però era troppo tardi.

La sensazione è che, Conte, sul divano, si sia goduto la partita con un sorriso beffardo. Avrà pensato: “Qui, se non ci suicidiamo noi, non ce n’è per nessuno”. Pensiero condivisibile. Per le “anti” rimane solo una flebilissima speranza a cui attaccarsi. Dicevamo lo stesso del Milan l’anno scorso e tutti sappiamo come sia andata a finire. Ad oggi, però, di anti-Juve ce n’è una sola. E ha la maglia bianconera.

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