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Anche Vincenzo Montella probabilmente ha sbagliato qualcosa nell'approccio tattico alla gara dell'Olimpico, correggendosi poi tardivamente nel secondo tempo.

Perdere all'Olimpico contro una Roma in grande ripresa, soprattutto dopo 9 partite utili consecutive, ci sta ampiamente. La Fiorentina subisce la più pesante sconfitta dell'era Montella, ma non esce ridimensionata nelle sue ambizioni. L'ha dichiarato lo stesso tecnico viola, che s'è complimentato sia con Zeman per il bel gioco d'attacco della Roma, che con i suoi ragazzi, che sotto 1-3 dopo 45 minuti hanno reagito e creato diverse occasioni per impattare il match. Analizzando più in profondità la partita del sabato scorso vengono fuori alcune considerazioni importanti.

Nonostante la Fiorentina si confermi squadra letale nelle palle inattive (davvero fantasiosi gli schemi dei viola, che letteralmente mandano in bambola ogni difesa), è fondamentale recuperare i migliori uomini in attacco, in primis Jovetic. Forse le vittorie senza Stevan avevano illuso che la Fiorentina fosse così brava a creare gioco e manovrare da poter mandare in goal chiunque.

La risposta più corretta è “si e no”. Si, perché quando il gioco gira a mille, gli spazi e geometrie del centrocampo gigliato riescono ad aprire le difese avversarie, e con buon inserimenti da dietro ed attaccanti “pronti”, le occasioni da rete arrivano; No, perché senza attaccanti bravi tecnicamente a scambiare con i centrocampisti come Jo Jo o lo stesso Ljajic (per la prima volta “rimpianto” da quando è a Firenze...) il gioco finisce per sbattere contro il muro della difesa avversaria, e a meno di una sgroppata laterale con il salto di un uomo da parte di Cuadrado o Pasqual il tutto muore in un imbuto, e la difesa rivale non si apre più.

LA PARTITA | ROMA-FIORENTINA 4-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ROMA
19
9
50%
9
1
2

FIORENTINA
11
8
50%
5
5
4

Questo problema si amplifica quando la palla corre meno veloce, e con meno precisione. Proprio contro Roma l'assenza del “Pek” Pizarro (rientrato di corsa in patria per l'improvvisa morte della sorella 32enne) s'è sentita enormemente, perché il solo Borja Valero da solo non è riuscito a far girare la squadra, mal supportato da un Olivera disordinato e da un Cassani inconsistente.

Molto meglio il secondo tempo con i cambi, e qua ci sentiamo di fare un piccolo appunto al bravissimo Montella. Probabilmente aveva preparato la partita con due giocatori più freschi a centrocampo per cercare di contrastare il dinamismo sfrenato della Roma di Zeman; ma la cosa non ha funzionato perché la Fiorentina non potrà mai essere una squadra capace di rompere il gioco dei rivali. La “Viola” è stata concepita, nata e crescita per creare gioco, tenere palla e ripartire con schemi e regole ben precise. Fare diga e verticalizzare subito non è nelle sue corde.

E infatti la musica è cambiata nella ripresa quando Montella ha ridisegnato la squadra inserendo qualità in mezzo al campo e davanti, ritrovando “la Fiorentina” che conosciamo. El Hamdaoui ha affiancato Toni (troppo solo nel primo tempo con Cuadrado fuori posizione) e ha ben dialogato con la sua tecnica con i centrocampisti; Aquilani ha preso in mano il centrocampo al posto di Olivera, liberando maggiormente Borja Valero sull'intera ampiezza del campo, e Mati Fernandez è stavolta entrato bene in partita, dando geometria e aiutando Aquilani nello smistare palla. Era probabilmente troppo tardi, ma ci sarebbe piaciuto vedere  la Fiorentina in campo così dall'inizio: la partita è stata ugualmente spettacolare, ma sarebbe potuta diventare ancor più bella e forse più fortunata per i colori viola.

Resta il dubbio che i vari Borja Valero, Cuadrado, Pasqual, Gonzalo Rodriguez e compagnia abbiano il primo calo fisico da inizio campionato. Dopo tanto bel calcio (molto dispendioso) è possibile, e sarebbe anche naturale. A breve ci sarà la sosta natalizia: sarà fondamentale recuperare al meglio le energie perché il gioco viola è tanto bello quanto faticoso. Abbiamo sempre pensato che la tenuta fosse la vera incognita della stagione, arrivano forse le prime conferme. Montella ostenta sicurezza da questo lato, gli auguriamo di aver ragione.

Ultimissima nota per Viviano. Partita orribile, la peggiore da quando è a Firenze. Immobile e troppo sorpreso nel primo goal, papera colossale sul tiro di Totti, che per troppa “buona stampa” del campione giallorosso è passata come l'ennesima prodezza del capitano, ma che in realtà era un tiro facilmente parabile. In estate l'arrivo del “portiere della Fiesole” è stato salutato quasi come quello di Batistuta... in realtà il buon Viviano è un buon giocatore, ma con delle pause inspiegabili che lo rendono improvvisamente poco affidabile. La difesa gigliata così solida e la tendenza a tenere tanto palla hanno finora “protetto” Viviano da partite in cui è sottoposto a tanto lavoro; come reagirà a molte altre partite in cui è chiamato a non commettere errori su frequenti tiri avversari? Sarebbe forse opportuno che il mercato di gennaio guardasse non solo davanti, ma anche al numero 1.

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