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Gli azzurri fanno la partita a San Siro ma non sono cinici contro l'Inter nel colpire in zona goal. E' presto per autoescludersi dalla lotta Scudetto, c'è ancora tempo...

Due erroracci del Napoli, due goal dell'Inter. Due svarioni che hanno fatto riemergere l'incapacità della difesa azzurra nel gestire situazioni di ordinaria amministrazione che inspiegabilmente diventano boomerang fatali. Roba da non crederci, vedendo e rivedendo i momenti topici.

I fondamentali su calci d'angolo che vanno a farsi benedire. Facili ripiegamenti difensivi che come nell'incubo peggiore si trasformano in assist troppo ghiotti per non essere cinicamente sfruttati da attaccanti che solo qualche anno fa si sono presi la Champions. Errori che non possono non essere commentati con adeguati aggettivi da parte di chi guarda.

E sono stati proprio i labiali e la mimica di Mazzarri dalla panchina a fare da apripista. Due momenti che hanno scaricato al macero tutto quel che di buono i partenopei hanno prodotto nel gelo di San Siro: se il termine "dominare" può sembrare eccessivo e di parte, i fatti dicono che è stato il Napoli a tenere il pallino del gioco per buona parte della partita nonostante il doppio svantaggio dei primi 45 minuti.

LA PARTITA | INTER-NAPOLI 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
8
2
38%
4
2
5

NAPOLI
21
6
62%
9
3
3

Mentre l'Inter, sostenuta dall'esperienza dei suoi senatori - tra cui un Cambiasso piazzato a guardia della porta sulla linea dei difensori -, ha avuto il merito di chiudere gli esterni e di non aver avuto troppe remore nell'uso delle maniere forti su Cavani ed i portatori di palla azzurri.

Ma il predominio territoriale degli azzurri non è bastato: davvero poche le occasioni nello specchio di Handanovic, con gli uomini chiave dello scacchiere di Mazzarri che non hanno trovato le migliori ispirazioni. Sono mancati all'appello Inler e Maggio su tutti, nonché il miglior Matador, più impegnato a mugugnare sui coraggiosi spunti di Insigne che a concludere in maniera pulita verso la porta.

Gli episodi condannano gli azzurri al momentaneo ruolo di terzo incomodo nella sfida scudetto, per quanto possa significare qualcosa a questo punto della stagione, con tre squadre nello spazio di cinque miseri punti, con la pausa natalizia alle porte, il restyling del mercato di gennaio e le Coppe che ritorneranno prepotentemente ad assorbire energie fisiche e mentali.

Nulla è compromesso ed in questo senso la prossima gara interna con il Bologna dovrà confermare che la notte di San Siro è stata solo un incidente di percorso. Come fu per quel pomeriggio dello Juventus Stadium. In fin dei conti c'è sempre il girone di ritorno per poter pareggiare i conti con entrambe. Il San Paolo già non vede l'ora.

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