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I bianconeri riaccolgono il proprio mister sfoderando una prestazione da Juve 'contiana': grande intensità, svariate chances create e tanta imprecisione sotto porta.

E' andato in archivio il giorno del rientro di Antonio Conte sulla panchina della Juventus. I titoloni si sono giustamente sprecati, e c’è chi gli ha anche dedicato una telecamera ad hoc puntata addosso. Ed i bianconeri hanno continuato sulla scia di quanto fatto vedere ultimamente: ricetta vincente a  base di pochi fronzoli e tanta beata concretezza. Del resto, la squadra, il grande condottiero, l’ha forgiata così, e non v’è stata alcuna delusione di sorta.

Eppure andare a giocare in casa del Palermo non era certo facile, sia chiaro, per una serie di motivi. Innanzitutto perché i rosanero erano reduci da una sfilza di risultati positivi in campionato, per quel che riguarda gli incontri casalinghi, che durava da ben sei incontri. Ma non solo.

Conte ha dovuto anche avere a che fare con una parziale impossibilità di ricorrere al turnover, a causa delle numerose defezioni dell’ultimo minuto, che si sono andate ad aggiungere a quelle già esistenti. Inoltre - cosa da non sottovalutare - Pirlo e compagni erano reduci dalla trasferta ucraina dove il dispendio di energie fisiche e nervose era stato cospicuo. Per la serie: missione possibile, ma con tutte le difficoltà del caso.

Eppure i tre punti sono arrivati, con una vittoria per 1 a 0, pur se con il solito problema della scarsa prolificità sotto porta fatta registrare dagli attaccanti. Match winner è stato Lichtsteiner, abile ad attaccare lo spazio su geniale invenzione di Vucinic che, quando decide di essere decisivo, sforna meraviglie da galleria d’arte. Senza giri di parole, il contributo in termini di goal, per gli attaccanti, ha latitato ancora una volta.

LA PARTITA | PALERMO-JUVE 0-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PALERMO
4
1
47%
3
2
2

JUVENTUS
16
4
53%
9
3
4

E’ chiaro come il gioco di Conte favorisca gli inserimenti di centrocampisti e difensori, ma è altrettanto evidente come tutti gli attaccanti della Juventus, in misura più o meno diversa tra di loro, si divorino importanti occasioni da rete di partita in partita. E’ un dato che non deve allarmare ma che neppure deve andare trascurato. In futuro una situazione del genere rischia di essere pagata a prezzo salato.

Il manifesto della scarsa prolificità delle punte, relativamente al match di ieri (ma comunque da qualche tempo in generale) porta la faccia di Alessandro Matri. Il ragazzo non riesce e sbloccarsi, e nel vederlo dannarsi l’anima non solo per segnare ma anche per aiutare la squadra, fa venire in mente l’idea che il problema sia di carattere più che altro psicologico.

Ma non vogliamo certo sminuire i meriti di una squadra capace di vincere senza correre particolare rischi. Perché di lati positivi ce ne sono stati parecchi. Ad esempio, va incamerato il ritorno a ritmi elevatissimi di Lichtsteiner, certificato non solo e non tanto dal goal, quanto da una prestazione da definire incredibile, soprattutto alla luce dei 90 minuti a perdifiato che lo svizzero ha dedicato alla causa di Donetsk, dove ha saputo essere decisivo più o meno come ieri. E che dire di Pirlo, capace di disegnare calcio anche su terreni intrisi di pioggia e grandine come è stato il Barbera.

Adesso, per il ritrovato Antonio Conte, sarà fondamentale recuperare uomini come Isla e lo stesso Matri, che potrebbero fornire un contributo importantissimo da qui a fine dicembre, e sfruttare il turnover dando qualche spazio in più ai vari Marrone e Giaccherini. Il cileno e l’ex cagliaritano hanno bisogno di essere incoraggiati come non mai, perché la Juventus, nel prosieguo ha bisogno anche di loro. Vero che Matri i (pochi) bonus sin qui concessigli li ha bruciati, ma le capacità di risalire la china ci sono. Ed attenzione ad Asamoah, che ha necessità di rifiatare.

Ad ogni modo, se qualcuno cercava la Juve di Conte, contro i rosanero, l’ha trovata. Cinismo al potere (Lichtsteiner), quantità sopra ogni cosa (Vidal), e quel pizzico di qualità sufficiente (Vucinic) - ma solo in certi casi - a garantire tre punti preziosissimi. Bentornato al mister bianconero. Se ne sentiva la mancanza, in fondo.

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