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Spagna, Inghilterra e Germania si allontanano, mentre Portogallo, Francia, Russia ed Ucraina si avvicinano: bisogna puntare sull'Europa League per difendere il ranking.

Milan e Juventus agli ottavi di Champions League, per la prima volta nella storia dell'Europa League tre squadre italiane (Inter, Napoli e Lazio) approdano ai sedicesimi. Dopo anni di bottini magri, soprattutto per aver snobbato la coppa meno prestigiosa, il nostro calcio dà piccoli segnali di risveglio, anche se Inghilterra, Spagna e Germania sembrano irraggiungibili per un po' di anni.

Gli spagnoli hanno effettuato il sorpasso sugli inglesi, grandi delusi di questa prima parte di stagione europea: le eliminazioni dalla Champions dei detentori del Chelsea (relegato in Europa League) e Manchester City (fuori da tutto senza una vittoria) bruciano ancora, mentre in Europa League solo il Liverpool ha vinto il proprio girone (secondo posto per Tottenham e Newcastle). La Spagna, invece, si conferma la vera potenza del calcio europeo, con quattro squadre ancora in Champions e la coppia Atletico Madrid-Levante che spaventa l'Europa League. Unico neo l'eliminazione del Athletic Bilbao, finalista della passata edizione.

IL RANKING UEFA
1 - Spagna 81.025
2 - Inghilterra 75.677
3 - Germania 72.186
4 - Italia 58.314
5 - Francia 55.833
6 - Portogallo 54.668
7 - Ucraina 47.94
8 - Olanda 44.157
9 - Russia 43.498
E' in continua ascesa, invece, il calcio tedesco, unica nazione ad avere ancora tutte e sette le squadre in lizza: Bayern, Borussia Dortmund e Schalke hanno addirittura vinto i propri gironi di Champions, mentre Hannover, Stoccarda, Bayer Leverkusen e Borussia Moenchengladbach sono approdate in massa ai sedicesimi. Dopo aver toccato il fondo nel 2000, il calcio tedesco è stato rifondato partendo dalle basi, costruendo stadi all'avanguardia e puntando sulla formazione dei calciatori. Impianti sempre pieni, famiglie allo stadio e alcuni dei giovani più interessanti del panorama mondiale (Reus, Goetze e Draxler, solo per nominarne alcuni) sfornati uno dopo l'altro: una politica che sta pagando (e bene) e che dovrebbe essere d'esempio anche per il nostro calcio.

Calcio nostrano che, nonostante i piccoli miglioramenti, vede il suo quarto posto nel ranking Uefa minacciato da Francia e Portogallo. Nonostante i segnali di risveglio, la forbice con chi ci insegue diminuisce mentre aumenta con chi ci sta davanti. La vera minaccia per il futuro (anche se non prossimo), però, viene dall'Est: Russia e Ucraina hanno soldi e ambizione per scalare la classifica. Perché se tra quarta, quinta e sesta non c'è differenza (due squadre in Champions, una al preliminare e tre in Europa League), se non per il prestigio, le cose cambiano dal settimo posto in giù, dove si perde una qualificata alla Champions (la vincitrice del campionato ammessa di diritto, la seconda classificata ai preliminari) e si guadagna un posto nell'Europa che conta meno. Ma che a livello di coefficienti Uefa vale come la coppa più prestigiosa.

Ecco perché non la si può più snobbare e considerare solo un fastidio in ottica campionato: Napoli, Inter e Lazio lo hanno capito e hanno tutte le intenzioni di fare un salto nel passato. A quando si chiamava Coppa Uefa ed era il giardino di casa nostra, con otto affermazioni tra il 1989 e il 1999. Poi più nulla e il lento declino nel ranking Uefa, che ha portato un paio di stagioni fa a perdere una squadra in Champions League.

Tedeschi e spagnoli insegnano che per primeggiare non basta fare bene in Champions: non bisogna bistrattare la meno prestigiosa e accattivante Europa League. Una lezione che stiamo imparando: a febbraio vedremo i progressi...

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