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All'inizio del match, nemmeno si notava che l'Inter stava giocando con una formazione composta quasi per più della metà da giocatori sotto i vent'anni.

Il pareggio di ieri contro il Neftchi non sarà di certo uno di quei risultati che entrerà negli annali della storia dell'Inter, ma in gare come queste il risultato è solitamente l'ultima cosa di cui un allenatore tiene conto.

Come ci ha abituati nelle gare di Europa League in questa stagione, Stramaccioni ha voluto dare giustamente largo spazio ai giovani, che hanno così potuto assaggiare il calcio che troveranno a livello di prima squadra. E non c'era situazione migliore di una gara senza pressioni e aspettative, contro un avversario modesto che ha portato a casa un risultato molto, molto fortunoso.


LA PARTITA | INTER-NEFTCHI 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
10
4
50%
6
2
5

NEFTCHI
6
2
50%
1
2
4

All'inizio del match, nemmeno si notava che l'Inter stava giocando con una formazione composta quasi per più della metà da giocatori sotto i vent'anni (Romanò, Benassi, Pasa, Garritano, Coutinho e Livaja), anche grazie al Neftchi, che ha dimostrato le sue lacune nel doppio liscio che ha permesso a Livaja di rompere gli indugi dopo nove minuti.

Non c'è da soprendersi però se dopo il goal, viste anche le scarse motivazioni di entrambe le squadre, si sia visto pochissimo nel primo tempo. La baby Inter lasciava l'iniziativa agli azeri, cercando di affondare il colpo ogni tanto con qualche spunto di Coutinho (che nell'arco del match avrebbe però dovuto dare di più), consapevole che dalle parti di Belec non sarebbero arrivate chissà quante offensive avversarie. Ed infatti il portiere sloveno è rimasto spettatore non pagante per tutti i primi 45'.

Quello che ne è uscito è stato un primo tempo piuttosto noioso e monotono. L'Inter aspettava l'errore del Neftchi, osservando il solito ritornello privo di idee e qualità degli ospiti, con la retroguardia nerazzurra che ha dovuto solamente tenere d'occhio il brasiliano Flavinho.

Massimo risultato con il minimo sforzo. I giovani, però, in questo contesto non hanno sfigurato: Garritano ha mostrato inventiva e qualità in avvio, Pasa e Benassi sono stati molto ordinati commettendo pochissimi errori, mentre Benassi si è ripreso dopo un inizio di gara un po' nervoso. Di altro dal 4-2-3-1 di Strama s'è visto ben poco, ma era lecito aspettarselo.

La ripresa è stata un po' più vivace, complice il pareggio del Neftchi, arrivato completamente dal nulla. L'Inter ha alzato leggermente i ritmi riportandosi avanti subito dopo ancora con Livaja (al quarto goal in Europa League), grazie ad un ottimo impatto sul match di Nagatomo, che ha sfornato l'assist pochi secondi dopo il suo ingresso in campo al posto di Garritano.

I nerazzurri hanno sempre mantenuto saldamente il controllo della partita, sfiorando in qualche circostanza il terzo goal, anzi in realtà segnandolo con Livaja, ma senza vedersi la rete convalidata dall'arbitro di porta, che poi ha anche negato un rigore sacrosanto a Cassano.

La falsa riga della gara è stata la stessa del primo tempo, solo che l'inerzia dell'Inter si faceva sentire un po' di più, soprattutto dalla corsia di sinistra, con la quale Cassano ha interagito molto. Poco importa se nel finale è arrivato un altro fulmine a ciel sereno col definitivo 2-2 di Canales, il punteggio è ininfluente.

Ciò che contava era dare un po' di esperienza ai giovani, che, oltre a confrontarsi con avversari fisicamente molto più sviluppati, hanno potuto inoltre studiare direttamente dal campo le prestazioni di compagni di squadra molto più adulti ed esperti, dai quali certamente potranno imparare molto per gli anni a venire.

È chiaro che la partita di ieri è una storia a sé rispetto al momento che l'Inter sta attraversando in campionato. Giudicare la forma della squadra in vista della delicatissima sfida col Napoli ormai incombente ha senso solo tenendo conto delle partite precedenti di campionato, non di gare del genere, molto più simili ad amichevoli.

Qualche indicazione interessante sui singoli è comuque arrivata, con alcuni (come Coutinho) ancora troppo discontinui ed altri che invece hanno fatto intravedere ottime cose quando chiamati in causa, come Cassano e Nagatomo.

In ogni caso bisogna prendere tutto con le pinze, le vere indicazioni arriveranno quando anche il peso della partita sarà di un certo calibro. E un giudizio ponderato sarà possibile solo al termine di un match come quello di domenica.

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