thumbnail Ciao,

La Signora affronta la sfida decisiva con il piglio giusto e si candida ad un ruolo importante in questo prosieguo di Champions. Non favorita, ma outsider di lusso.

Serviva una prova concreta, senza fronzoli e di carattere. Una prova da Juventus insomma. E’ arrivata, ed ha portato un insperato (per alcuni) primo posto nel girone, che mette i bianconeri in una posizione lievemente privilegiata al momento in cui verrà effettuato il sorteggio. Certo, c’è quel Real Madrid che incute timore solo a leggerne il nome, ma inutile pensarci adesso.

Meglio proiettare la mente alla partita di ieri in cui Pirlo e compagni sono stati capaci di superare una prova del nove insidiosissima. Perché si può ironizzare quanto si vuole, ma lo Shakhtar Donetsk è sul serio una compagine tra le migliori d’Europa (e non per nulla è arrivata agli ottavi) e vincere in casa sua non è roba di cui può vantarsi il primo che passa. Eppure la Juventus ce l’ha fatta e le si possono riservare solo tanti complimenti.

Anche perché non si è giocato solo contro lo Shakhtar. I bianconeri hanno infatti dovuto fronteggiare anche la tensione, che era forte, con il contorno della preoccupazione di dover necessariamente fare risultato. E fare risultato alla Donbass Arena non era roba da tutti. Sicuramente, è stata roba da Juve, per la gioia di Antonio Conte.

Conte, a proposito. Questa squadra continua a rispecchiarne sempre più le caratteristiche di quando era giocatore: c’era quantità in dosi industriali ma c’era anche qualità nelle gambe e nei piedi dell’attuale tecnico bianconera. E così è la Juventus, squadra di sostanza, che ieri ha gettato il cuore oltre l’ostacolo ed ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissata, andando oltre il minimo sindacale. Non un pareggio è arrivato infatti, ma una sacrosanta vittoria, legittimata da una prestazione che più solida non si poteva. Con tanti saluti a biscotti vari.

I MIGLIORI ALLA DONBASS ARENA
dalle nostre pagelle
CHIELLINI
Semplicemente fondamentale, specie in partite delicate come questa. Il suo strapotere fisico è una costante iniezione di fiducia per i suoi.
VIDAL
Parte male e rimedia subito un cartellino giallo. E' grandioso nel modo in cui non lo soffre e si gestisce durante l'incontro riuscendo, al contempo, a limitare Willian.
VUCINIC
Avvio indolente, un marchio di fabbrica. Poi sale di tono, rischia di uscire, resta in campo e innesca Lichtsteiner per il goal dello 0-1.
Vero è che nei primi minuti la squadra di Lucescu si era candidata a prendere in mano le redini della partita ma la Juventus è stata sarta eccellente nel prendere presto le misure agli avversari. Si temeva eccome il gioco di questo Shakhtar color Brasile che, di fatto, è stato vanificato da una difesa dove ad ergersi sugli scudi è stato Giorgio Chiellini, bravo nel confermarsi, per l’ennesima volta, tra i difensori più forti d’Europa.

E dire che ha rischiato di non essere della partita e che, a fine primo tempo, si è pensato dovesse uscire per un riacutizzarsi del problema. E’ rimasto però in campo, per fortuna della Juventus. Il difensore toscano, insieme a Vidal, sono le facce più rappresentative di questa armata temibile che è la compagine bianconera. Sono loro il ritratto zebrato della voglia di vincere, della capacità di osare, del non aver paura di imporsi che hanno caratterizzato la Juve a Donetsk.

Ma non è stata solo la Juve dei muscoli. E’ stata anche la Juve dei piedi buoni e della scaltrezza d’azione. Quei piedi buoni con cui Vucinic ha propiziato l’azione che ha portato nel primo tempo Giovinco a far tremare la Donbass Arena, e con la quale, sempre il montenegrino, ha dato palla a Lichtsteiner nella situazione del vantaggio. E la scaltrezza d’azione che ha messo in mostra Giovinco nell’inserirsi con un movimento perfetto, buono ad indurre Kucher a siglare un’autorete.

Insomma, se Buffon, qualche ora prima della partita, ha parlato di processo di maturazione completato, non lo ha fatto a sproposito ne’ per amor di spacconeria. Chiamasi consapevolezza nei propri mezzi, che spesso aiuta a vincere le partite più di ogni altra cosa.

Adesso non siamo qui a fare titoloni che parlano di una Juventus capace di ambire tranquillamente alla vittoria finale. Ci sono squadre più attrezzate e favorite da un organico con nomi più altisonanti e di maggior esperienza di quelli che si possono leggere tra le fila dei bianconeri. Però questa squadra è rognosa, sa giocare a calcio e darà fastidio a tutti. Chi avrà come avversaria la Juventus, non godrà certo di vita facile: questa, almeno, è l’impressione che abbiamo ricavato dalla vittoria in quel di Donetsk. E non solo da quella.

Adesso non resta che aspettare domenica prossima. Si farà visita al Palermo, e sarà l’occasione per rivedere sulla panchina il condottiero Antonio Conte. Con lui c’è chi prospetta una Juventus ancora più aggressiva e concentrata sull’obiettivo finale, partita dopo partita. E negli ottavi di Champions, con un Conte ed un top player in più, gli juventini, probabilmente, avranno di che divertirsi.

Sempre tenendo presente che sognare è lecito, prendere coscienza dei propri mezzi sacrosanto e mantenere i piedi per terra doveroso.

Sullo stesso argomento