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Il possibile matrimonio più chiacchierato di questi giorni rappresenta una sorta di binomio ideale, sia dalla prospettiva del calciatore che da quella del club.

Balotelli al Milan, soprattutto se in prestito, sarebbe l’ennesimo capolavoro di Galliani, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello economico. E’ indubbio che Allegri, là davanti, abbia bisogno di dare una scossa, di offrire un appoggio ad El Shaarawy che, è inevitabile, non potrà trascinare la squadra per sempre (una pausa dovrà pur prendersela prima o poi…).

Bojan, dopo un buon inizio, è finito nel dimenticatoio (e la scialba prova di martedì ci ha anche spiegato perché), Pazzini – checché se ne dicesse quest’estate – è parso tutto, tranne il giocatore che in questo Milan potesse sanare una lacuna tattica, Boateng era sembrato in crescita a Catania, ma ha anche dimostrato la sua incostanza contro lo Zenit. Di Pato, ormai, si è detto tutto.

LA STAGIONE DI BALO
AL CITY IN NUMERI
17 Le presenze con il City
751 I minuti in campo
2 I goal, uno in PL, uno in CL
2 Gli assist, stessa ripartizione
10 Presenze da subentrante
5 Volte in cui è stato sostituito
Balotelli può essere un’occasione importante per il Milan, almeno tanto quanto il Milan deve essere l’occasione della vita per lui. Nostalgia di casa, si è detto per un SuperMario mai ambientatosi nella triste Manchester, voglia di affetti, famiglia e coccole.

Milanello, si sa, è in grado di dare tutto questo, così come di ovattare l’ambiente, blindare lo spogliatoio, silenziare gli spifferi. 

E’ un pregio societario, intendiamoci, che può tornare utilissimo se devi avere a che fare con giocatori come Cassano, tanto per fare un esempio recente, o Balotelli, per citare un sogno futuro.

La trattativa non è semplice, anche perché Galliani dovrà scontrarsi nuovamente con l’amico Moratti, ma non sembra avere controindicazioni, almeno tecniche.

Balotelli nel modulo Allegri può fare tutto: la punta esterna, l’attaccante centrale e finanche, se volesse, il famoso centravanti un po’ meno ombra tanto caro al Presidente. L’infatuazione di Berlusconi per lui, poi, è nota, e dunque non gli mancherebbe di certo la fiducia ed il sostegno.

Rischi? Solo la movida milanese e le balotellate. Ma se Mario dovesse sprecare anche questa opportunità, allora avrebbe ragione chi di lui dice: “Non è che è ancora immaturo, semplicemente non maturerà mai…”.

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