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I nerazzurri stanno rinunciando ad un giocatore dalla classe indiscutibile, che a sua volta sta dimostrando di pensare quasi esclusivamente ai propri interessi...

La frattura è ormai insanabile. Due ore di incontro non hanno sortito nulla di buono. Il braccio di ferro tra Wesley Sneijder e l'Inter si fa sempre più duro, dopo che l'olandese ha manifestato la ferma intenzione di non spalmare il suo ingaggio. Il ragionamento di Wes e del suo entourage non fa un grinza: “In queste condizioni, non ho nessun motivo di firmare. Come posso rinnovare quando nemmeno gioco?”.

Dall'altra parte, tecnico e società sono in piena sintonia e si nascondono dietro la scelta tecnica, sostenendo che il ragazzo non è in forma e che quindi la scelta ricade su altri. Tesi un po' debole, soprattutto quando non hai a disposizione Cassano e Palacio sta rifiatando dopo un mese alla grande. Chi accende la luce? Alvarez è più bravo a spegnerla, Coutinho si sta confermando troppo discontinuo. Il risultato è una squadra in netta involuzione, con un gioco prevedibile e lento.

E' vero che a inizio stagione con Sneijder in campo le cose non andavano poi troppo meglio, ma è altrettanto vero che in questo modo si sta penalizzando la squadra e si sta deprezzando il giocatore. Senza contare il fatto che gli occhi dei vari sindacati calciatori puntano dritto verso Appiano, anche se l'attuale gestione non comporta rischi per l'accusa di mobbing. Lo si vuole vendere? Diritto sacrosanto del club, ma se non lo fai giocare è difficile che i possibili acquirenti si spintonino per accaparrarselo.

L'Inter perde una stella, Sneijder rischia di perdere la Nazionale
E infatti sul tavolo del suo agente, Soren Lerby, al momento c'è solo un'offerta concreta e nemmeno di un top club europeo (i rumors parlano di Tottenham e Schalke). Più questa diatriba si trascina e peggio sarà sia per club che per giocatore: la squadra risente, in un momento in cui ogni risorsa in più fa un gran comodo, della mancanza di tecnica e fantasia, il ragazzo rischia invece di perdere la nazionale e di fare da spettatore per lungo tempo.

Il rapporto tra l'Inter e il fantasista è stato come il colpo di fulmine tra due amanti, il cui apice è stato la conquista del Triplete. Poi, infortunio dopo infortunio, cinguettio dopo cinguettio, la grande passione si è spenta ed è subentrata la fase della sopportazione. Due estati fa era lui quello da sacrificare sull'altare del fair play, il Manchester United era disposto a sborsare 25 milioni di euro, ma i russi dell'Anzhi hanno rovinato tutto con un'offerta ad Eto'o irrinunciabile e così è stato il bomber camerunese a fare le valigie.

Ora gennaio è vicino e la soluzione sembra essere solo una: la cessione. Wes è ferito dal comportamento del club (in particolare da quello di Branca), dal fatto che la questione sia stata resa di dominio pubblico e di essere stato messo alle strette. Moratti rimane in disparte, mentre un tempo bastava un suo intervento per sistemare la cosa. Ma è chiaro che la società, al di là delle parole di circostanza, non crede più nel giocatore e non possa più permettesi uno stipendio da 6 milioni (12 lordi) a bilancio.

Come è altrettanto chiaro che Sneijder stia pensando solo ai propri interessi e cambiare aria potrebbe rilanciarlo soprattutto in vista dei Mondiali 2014. Da qui a giugno, nel suo entourage sono convinti che una squadra almeno dello stesso livello (non altissimo, a dir la verità) di questa Inter arriverà e sarà disposta ad accontentare Moratti (15 milioni dovrebbero bastare) e offrire al giocatore quei 6 milioni annui oggetto della discordia. Trentotto anni dopo Lee Majors e il mitico colonnello Steve Austin, Wesley Sneijder è il nuovo 'Uomo da sei milioni di dollari': nessun arto bionico (e lo si era capito dai muscoli di seta), ma solo la ferma intenzione di non cedere a nessun aut-aut.

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