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La squadra rossonera sta attraversando un ottimo momento di forma non solamente dal punto di vista dei risultati, ma anche delle prestazioni in campo.

Dopo la vittoria di Catania, l’asticella in casa Milan si è nuovamente alzata. Era successo lo stesso anche dopo la perentoria vittoria col Chievo (5-1) di qualche tempo fa, quando l’entusiasmo rossonero era di nuovo risalito, salvo poi subire un pesante ridimensionamento la settimana successiva contro la Fiorentina, che passeggiò a San Siro vincendo 3-1. Oggi, però, la situazione è decisamente diversa rispetto ad un mesetto fa.

I NUMERI DEL MILAN
14 I punti nelle ultime 7 partite
7 I punti nelle prime 8 partite
15 Le reti messe a segno nelle ultime 7 partite
9 Le reti messe a segno nelle prime 8 partite
12  I goal di El Shaarawy
Prima cosa, quel Milan era reduce da una striminzita vittoria interna con un Genoa in grave crisi di risultati, aveva sì rimontato sotto di un 2-0 in trasferta ma contro un claudicante Palermo e infine annichilito un Chievo in una delle sue serate peggiori.

Questo Milan ha rimontato due reti ad un Napoli in grande salute, ha meritatamente battuto la capolista Juve soverchiandola nel gioco (almeno nel primo tempo) e nel carattere (per tutta la partita) e ha espugnato un campo estremamente complicato come quello di Catania. Il peso specifico degli ultimi risultati, e anche il modo nel quale sono arrivati, è completamente diverso.

Il Torino, domenica prossima, misurerà le ambizioni dei ragazzi di Allegri, ma è indubbio il salto qualitativo registrato nelle recenti uscite. Più nella testa, che nel gioco: la squadra ha acquisito personalità e consapevolezza, la vittoria contro la Juve – in particolare – ha restituito autostima e convinzione.

Forse si è fin troppo sopravvalutato l’apporto delle chiacchiere presidenziali, ma probabilmente anche quelle hanno avuto il loro effetto, soprattutto quello di rianimare un ambiente che correva il rischio di deprimersi.

Alcuni gesti, a volte, possono cambiare la storia: pensate, ad esempio, alla fascia di Montolivo, è forse l’incoronazione di cui aveva bisogno per diventare re. Una carezza alla cresta, un buffetto al Boa triste, qualche spintarella a Max e ti rivitalizzo il Milan. Non è tutto qui, ovviamente, sarebbe superficiale sostenerlo, ma lo è altrettanto credere che sia solo questione di curiose coincidenze. 

E, ora, si fa bene a puntare al bersaglio grosso. Il più grosso. Pensare di poter vincere lo Scudetto, per questo Milan, deve essere un obbligo. Forse è tardi, probabilmente le squadre davanti sono troppe e quasi certamente il Tricolore resterà un miraggio, ma l’importante è che non rimanga semplicemente un rimorso. Lottando fino alla fine, non lasciando nulla di intentato, anche un’eventuale qualificazione in Champions avrebbe il sapore dello Scudetto. Se, poi, dovesse arrivare ai danni dei cugini, il gusto sarebbe ancora più dolce…

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