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Per la prima volta in stagione i ragazzi di Guidolin sono riusciti ad imporre il proprio gioco ed essere nettamente superiori all'avversario: la riabilitazione può avere inizio.

Eccola! Finalmente è arrivata la vittoria. Sarà l'area natalizia che si respira dalle parti del Friuli con l'avvento di dicembre, fatto sta che l'Udinese è riuscita finalmente a riprendere confidenza con quei tre punti che mancavano dall'exploit dell'Olimpico contro la Roma. Quattro goal, quattro schiaffi liberatori alla mediocrità.

Il Cagliari presentatosi ad Udine, a parte la prima mezz'ora scarsa, era francamente poca roba. L'Udinese è riuscito, forse per la prima volta in stagione, a dimostrarsi nettamente superiore sia sul piano del gioco che su quello del risultato. Una vittoria in toto, che non spazza via però tutti i problemi. Questi quattro goal devono essere intesi come quattro passi verso una totale guarigione, ancora tutta da ottenere. Partita dopo partita, senza aver paura di essere quella squadra che, purtroppo in pochissimi, hanno visto al Friuli la prima domenica di dicembre.

COSA VA -
Grinta, gioco e voglia: tre fattori in crescita. I tanti giovani in campo, assistiti dalla chioccia Di Natale, sono finalmente riusciti a far funzionare tutti i meccanismi, dalla difesa all'attacco passando per il centrocampo. Tutto è andato liscio e nel modo migliore. Un pomeriggio di questo ci voleva come il pane per rinfrancare l'autostima del gruppo, adesso si spera più convinto delle proprie capacità.

Stavolta, bisogna dirlo forte, i meriti sono tutti dell'Udinese. Niente fortuna o episodi favorevoli, soltanto undici giocatori in campo che hanno remato tutti insieme verso un comune obiettivo: la vittoria.  Il reparto difensivo è stato praticamente perfetto, il centrocampo ha viaggiato a tutta birra sulle corsie laterali, mentre l'attacco sorretto dal duo Fabbrini-Di Natale si è finalmente rivelato parte integrante del gioco. E su 4 goal nessuno è stato fatto da Totò. Notizia negativa per lui, ma sicuramente ottima per la squadra.

COSA NON VA - L'Udinese di quest'anno non avrà di certo fatto stropicciare gli occhi o entusiasmare i media come le passate stagioni. Tuttavia il 'dodicesimo uomo' non deve esserci soltanto nei momenti di gloria o nelle notti di Champions. Col Cagliari c'era freddo, è vero. Ma sugli spalti del Friuli i temerari erano davvero pochi. I ragazzi di Guidolin hanno bisogno di sentire il pubblico: fischi, mugugni, cori, critiche, applausi e tutto quanto concerne l'amore dei tifosi verso la propia città, la propria squadra. Pagare il biglietto per Udinese-Cagliari, una partita da vincere ad ogni costo, era praticamente d'obbligo.

TOP&FLOP - Non c'è da preoccuparsi, Danilo è tornato. Si è preso forse un pò più di tempo del previsto, ma contro il Cagliari è tornato quel difensore che tutta Italia aveva imparato ad ammirare: perfetto in fase difensiva, si è pure concesso il goal su azione con un grande inserimento. Pereyra è ormai una certezza, giocatore indispensabile nello scacchiere di Guidolin. Nota di merito anche per il rientrante Fabbrini: ha corso per tutto il match, concedendo un generoso assist a Pasquale per il poker ed uscendo stremato per crampi.

In un pomeriggio del genere è difficile trovare qualcuno che non abbia fatto bene. L'unico appunto per Badu: se riuscisse a regolare la sua incredibile grinta ed il suo infinito dinamismo riuscirebbe davvero a fare il salto di qualità. L'eccessiva foga limita la sua eplosione, visto che per volontà e sacrificio è un giocatore che non si discute.

CONSIGLI PER IL MISTER - "Ripeto: non riuscirò a portare l'Udinese per la quarta volta in Europa, se c’è qualcuno che si candida per questa operazione lascio tranquillamente il mio posto. Bisogna capire che quest’anno viviamo un’altra realtà", le parole di Guidolin che inevitabilmente fanno riflettere. Perchè tutti sanno benissimo che l'Udinese di quest'anno molto difficilmente potrà ripetersi. Anzi, non si ripeterà. E' affermarlo in continuazione che non giova affatto all'ambiente. La realtà è la salvezza, benissimo. Ma non per questo bisogna accettare certe prestazioni.

Se l'Udinese sputa sangue sul campo, dà l'anima e lotta per 90 minuti allora nessuno ha nulla da ridire. Ma se l'Udinese gioca come ha fatto a Roma o a Berna le critiche sono necessarie. Gioventù ed inesperienza abbiamo più volte detto che non sono determinati: gli errori li fanno i vecchi come i piccini. E quando qualcosa non va è importante non nascondersi dietro un dito. Sostenere e criticare vanno di pari passo nel processo di maturità. Guidolin deve prendere la cassetta (a noi romantici ci piace pensare si usi ancora quella) della gara col Cagliari, fare incollare i suoi allo schermo ed esclamare: "E' così che bisogna giocare,a prescindere dall'obiettivo e da chi si è davanti".

FUTURO - La parola Liverpool rievoca bei ricordi. Peccato soltanto che la gara di ritorno coi Reds sia inutile ai fini della qualificazione. Tuttavia c'è molta curiosità nel vedere giocare un'Udinese libera da qualsiasi tipo di pressione. Non c'è quindi il richio di una nuova ripercussione sul morale. Contro il Liverpool, che ha bisogno di fare risultato per passare il turno, non c'è nulla da perdere e tanto da guadagnare. Il processo di guarigione passa anche da partite apparentemente inutili come questa. E poi a chi non fa piacere battere gli inglesi?

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