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La squadra biancoceleste ha portato a casa una importante vittoria contro il Parma. Ma c'è ansia per le condizioni del bomber tedesco Miro Klose.

Una vittoria importante, fondamentale, il quarto posto agganciato. Ma tutto ciò non basta, il lunedì laziale è agrodolce, quasi amaro.

Il perché è presto detto: minuto quarantuno, Klose chiede il cambio. Nonostante ancora non si conoscano gli esiti dei controlli, la tifoseria laziale trema, spera, prega. Sì perché il tedesco non è un semplice giocatore, è il giocatore per eccellenza della squadra capitolina. Lazio – Parma ne è stata ancora una volta la conferma, dal minuto quarantadue la Lazio ha smesso di giocare e, soprattutto, di attaccare.

Il doppio vantaggio acquisito grazie al panzer della nazionale tedesca sembrava un assegno in bianco per i tre punti, ma la malasorte e la relativa inadeguatezza dei ricambi rimetteva in gioco una vittoria assolutamente da non farsi sfuggire. Nel secondo tempo la Lazio si presenta senza la bellezza di cinque giocatori titolari: Marchetti, Biava, Dias, Konko e Klose.

La differenza si vede, si sente. Azioni offensive ridotte al lumicino, sofferenza continua in mezzo al campo dove i mediani faticano a contrastare le continue ripartenze del Parma dovute al fatto, inopinabile, che Kozak non riesca a tenere su un pallone che sia uno.

LA PARTITA | LAZIO-PARMA 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
6
3
49%
3
3
4

PARMA
14
4
51%
7
0
0

Dei sopraccitati cinque assenti se ne sente davvero la mancanza di uno solo. Bizzarri para tutto, Cana e Ciani reggono le folate offensive dei limitati attaccanti gialloblu, Cavanda non sfigura nonostante si sganci poco. E Kozak?

Il buon Libor prova a sbattersi, prova a tenere palloni, prova a calciare verso la porta di Mirante. Appunto, prova. La Serie A sembra una montagna invalicabile, Paletta improvvisamente assomiglia a un Nesta con meno capelli.

I tifosi sugli spalti imprecano, sostengono la squadra in difficoltà fino all’ultimo dei minuti di recupero. La vittoria arriva, ma che fatica…

Conclusa la pratica Parma, ora tutti a pensare all’ostacolo Maribor? Macché. Tutti collegati con la clinica Paideia, ma Klose non c’è, è volato in Germania a farsi visitare dal santone Muller- Wohlfahrt, uno dei migliori esperti nel settore di cui Miroslav si fida ciecamente.

La paura è tanta, si teme uno stiramento, lo stesso che ha tolto il tedesco dal campo la scorsa stagione per più di dieci giornate. Lo special three Vladimir Petkovic le ha provate tutte per trovare un’alternativa al bomber, ma i risultati non si sono visti se non contro squadrette in Europa League. Kozak in campionato non ne struscia una, Rocchi è infortunato e non vede la porta da mesi, Floccari pare abbia i tacchetti lunghi venti centimetri da quanto sia poco mobile.

E Zarate? Maurito rimane un mistero. Nelle sue apparizioni è parso a volte svogliato, privo di motivazioni e fisicamente in difficoltà. La testa gli manca oramai da un paio di anni, mai come ora servirebbe un suo esame di coscienza e un suo impegno in campo invece che su Twitter.

Gennaio non è lontano, ma il mercato della Lazio con il duo Tare – Lotito fa sempre una gran fatica a decollare. Non che manchino le idee, ma a difettare è la sostanza, l’esempio lampante è stato Burak Yilmaz.

Telenovela dell’estate, con il giocatore ad attendere un’offerta adeguata che mai è arrivata; il turco sarebbe stato il perfetto vice Klose e probabilmente anche una spalla eccellente per il mito tedesco…Nel frattempo, le notizie da Monaco tardano ad arrivare, la tensione a Roma si taglia a fette.

Senza di lui sarebbero dolori, i sogni di gloria andrebbero riposti nel cassetto. Non è pessimismo, è realtà. Guardando il cielo verso Monaco, si intravedono delle nuvole grigie, quasi nere. Il popolo biancoceleste soffia unanime, le vuole spazzare via, ma solo il dottor Muller-Wohlfahrt può far spuntare l’arcobaleno…

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