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A Siena una domenica quasi perfetta, con il terzo successo di fila: la marcia prosegue, dal derby in poi sempre bene. E il colpo dell'estate sta ingranando...

Solo sensazioni positive al ritorno da Siena: la Roma sorride e si ritrova con un’altra vittoria in tasca, la terza consecutiva, la seconda in trasferta di seguito. Una doppietta di Destro e un goal dell’intramontabile Perrotta, quello del vantaggio, hanno fatto sobbalzare gli infreddoliti tifosi presenti al Franchi: la Roma c’è, ha carattere, si riprende la partita e la porta a casa. Finalmente.

Eppure l’inizio di match non era stato pari alle aspettative, la squadra è andata in sofferenza nonostante non avesse subito grandi occasioni ma è stata punita al primo tiro in porta. Poi un paio di iniziative dei sempre volenterosi Totti e Florenzi hanno scaldato le mani di Pegolo, ma il primo tempo si è chiuso con brutti presagi. Senza Osvaldo e Lamela, l’attacco inventato non ha fatto male ma nemmeno impressionato per efficacia.

Il secondo tempo è stata un’atra recita. La Roma non gioca in verticale come Zeman vorrebbe, ma tiene il campo molto meglio di qualche settimana fa. Non prende contropiedi clamorosi, non lascia punte tirare da sole davanti al portiere, insomma si è sistemata dietro in maniera da non ripetere le figuracce spesso mostrate ad inizio stagione. Marquinho e Castàn si intendono bene, uno è destro l’altro è mancino e le caratteristiche fisiche si completano bene. I terzini fanno il loro lavoro e sta funzionando bene anche la loro fase difensiva, meno quella offensiva che ha ancora poca qualità.

LA PARTITA | SIENA-ROMA 1-3

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

SIENA
5
2
40%
3
1
4

ROMA
22
7
60%
9
2
2

Però la Roma tutta ci mette cuore, prova sempre a giocare la palla e quando trova difese chiuse non rimane a guardare ma tenta di continuo  di sfondare con fraseggi che portino le punte al tiro. E così è stato con Destro, vera novità delle ultime settimane, che si sta giocando alla grande tutte le sue chances da titolare.

Ieri da centravanti, al posto dell’acciaccato Osvaldo, ha dato il fritto e messo dentro due reti belle e decisive. Ancora non dà la profondità come il mister chiede, spesso ci si domanda perché non attacchi il primo palo sui cross bassi provenienti dalle fasce. Però il ragazzo fa a sportellate con i difensori, li impegna, ci lotta, se ne va sulla fascia a fare le sue progressioni e si muove anche più di quanto lo schema zemaniano preveda. Ma va bene così, se i risultati sono questi…

Menzioni speciali vanno fatte però anche agli altri compagni del reparto d’attacco, perché se la Roma è migliorata è anche merito di un Totti senza limiti, che sa ispirare e concludere mettendo sempre paura all’avversario. In più, Pjanic si cimenta per la prima volta in un ruolo non suo e dopo un primo tempo a sprazzi nella ripresa si diverte ad inventare dalla fascia creando pericoli costanti. E poi c’è l’ingresso del veterano. Quello che ti fa saltare sulla sedia, che ti riporta indietro a Spallettiane imprese. Quello che, come dicono in tanti quasi ripetendolo fino alla noia, “è un professionista esemplare”. 

Quello che, mettila come vuoi, ma a calcio ci ha sempre saputo giocare e una coppa del Mondo ce l’ha pure lui con merito in bacheca. Perché, al goal di Perrotta, sono davvero esplosi tutti i tifosi romanisti ringraziando il vecchio Simone. Se c’è ancora lui, la Roma c’è sempre, non è sparita, è viva. E lo dimostra sempre di più ogni partita che passa.

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