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I nerazzurri ritrovano la vittoria senza entusiasmare: la squadra della striscia di vittorie è ancora un ricordo, ma il successo con il Palermo restituisce fiducia e ottimismo.

Tre punti che fanno morale. Al termine di una partita equilibrata e tutt'altro che dominata, l'Inter riesce a uscire vincitrice dal confronto con il Palermo e a strappare una vittoria che restituisce un po' di ossigeno a tutto l'ambiente nerazzurro, dopo il periodo nero con tre sconfitte in quattro gare tra tutte le competizioni.

È superfluo dire che c'è ancora tanto da fare prima che i tifosi possano riapprezzare la squadra che aveva inanellato la grandiosa striscia di dieci vittorie consecutive, ma almeno qualche piccolo passo in avanti è stato fatto, a partire dal risultato. Il Palermo si è dimostrato avversario tutt'altro che scontato, rispetto a quanto possa far pensare il rendimento in trasferta dei rosanero, e l'aver ottenuto tre punti senza subire reti è un punto di partenza sul quale l'Inter può ricostruirsi e ricompattarsi sotto ogni aspetto.

Per una volta anche la fortuna ha giocato in favore dei nerazzurri: con ogni probabilità la gara sarebbe finita senza reti, se non fosse stato per qual maldestro autogoal di Garcia, perché la squadra è apparsa poco consistente in fase offensiva e ha dato poco l'impressione di rendersi pericolosa dalle parte di Ujkani.

Il primo tempo dell'Inter, in particolare, è stato molto piatto e pieno di imprecisioni. Va detto che la difesa è stata solidissima, Samuel e Ranocchia hanno giganteggiato di fronte all'attacco rosanero guidato dal talentuoso Dybala, non è poco aver ritrovato una discreta organizzazione difensiva dopo le ultime deludenti prestazioni, ma il calcio è fatto di fase offensiva e difensiva, e se manca anche solo una delle due risulta estremamente difficile portare a casa una vittoria, ancora di più in Serie A.

LA PARTITA | INTER-PALERMO 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
16
4
53%
7
2
3

PALERMO
8
1
47%
2
3
3

E l'Inter ha evidenziato molte, se non troppe lacune nella prima: la squadra faceva fatica a impostare per il solito problema di Gargano, che non è un regista e quella posizione non la può ricoprire, ma non solo, anche il movimento sincronizzato di punte e centrocampisti è stato molto scialbo. Solo Coutinho si proponeva di continuo, ma non trovando compagni che lo appoggiassero e allo stesso tempo non trovandone da servire, finiva spesso per essere chiuso nella morsa della retroguardia rosanero.

Aggiungendo poi che il Palermo si difendeva molto bene con le linee di mediana e difesa molto strette e ottimamente posizionate, e che l'Inter è ancora in netta difficoltà dal punto di vista fisico, risulta facile capire come mai la squadra abbia messo trenta minuti a creare il primo pericolo, giocando per larghi tratti un calcio lento e sterile.

Nella ripresa le cose sono andate un po' meglio, soprattutto da quando Stramaccioni ha coraggiosamente tolto Zanetti e Milito (entrambi molto deludenti) facendo entrare Guarìn e Nagatomo, e passando al 3-5-2 con Coutinho in appoggio di Palacio. Le sostituzioni non è che abbiano rivoluzionato la squadra, anzi, anche perché è pressoché impossibile riuscire a scardinare una difesa avversaria con poca qualità, visto che i due uomini più tecnici da cui dipende l'Inter, Cassano e Sneijder (che rimane imprescindibile, nonostante gli alti e bassi degli ultimi mesi), non c'erano.

Ma almeno la squadra ha messo più grinta e pressione, atteggiamento totalmente opposto dal ko col Parma di lunedì scorso, ed è già un inizio. Poco importa poi che l'attaccante più pericoloso dei nerazzurri sia stato Ranocchia, che ha propiziato anche la rete decisiva. Non ci si aspettava una prova mastodontica ma un piccolo passo in avanti, e l'Inter, nei suoi limiti, è riuscita a farlo.

Anche nei singoli, ci sono diverse cose da migliorare: Coutinho si muoveva e cercava di inventare, ma è durato solamente mezz'ora, nella ripresa è svanito. Milito, invece, non ha offerto quasi nulla, a parte un tiro pericoloso nel primo tempo e qualche dribbling (tutt'altro rispetto ai quattro goal segnati lo scorso anno ai rosanero). Discorso simile per Palacio, un po' fermo, e buona parte dei nerazzurri, quando il compito era quello di attaccare. Ma anche questo era prevedibile, anzi le note positive come la difesa probabilmente sono andate al di là delle più rosee aspettative.

Chiaramente una prestazione come quella di ieri non basterà con un avversario come il Napoli, che ieri ha polverizzato il malcapitato Pescara. Sarebbe stato in ogni caso peggio affrontare una partita del genere senza la vittoria di ieri, che almeno ha ridato all'Inter un briciolo di fiducia, qualche bella notizia e, ultimo ma non per importanza, tre punti. E con qualche rientro in arrivo tra squalifiche e altre questioni bollenti, è decisamente meglio di niente.

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