thumbnail Ciao,

Tante buone cose nella Juventus che ha battuto il Torino nel 135° derby della Mole disputato in Serie A. Ma ci sono anche dei 'contro' nella prestazione dei bianconeri...

La Juve mata il Toro (non senza qualche difficoltà iniziale) e si prepara alla delicata trasferta di Donetsk, quando sarà vietato sbagliare. Proviamo ad analizzare la vittoria contro i cugini con un pizzico di senso critico, scovando gli aspetti positivi (tanti) della serata, ma anche qualche situazione da evitare contro il temibile Shakhtar di Lucescu.

PRO

Marchisio rules: una partita eccezionale da parte del centrocampista bianconero che, forse, più degli altri, ha sentito il clima derby, lui che nelle giovanili ne ha giocati una cifra. Al momento il numero 8 bianconero è l'anima di questa squadra, anche perché gli altri sembrano accusare un pizzico di stanchezza, mentre lui dimostra di avere una carica infinita. Un carillon che suona regolarmente, senza stonare mai. Peccato che a Donetsk lui non ci sarà...

Motivazione e carattere: una vittoria nel derby è certamente il miglior viatico per affrontare la trasferta di Donetsk. I tre punti, su tutto, rappresentano la migliore notizia della serata, perché mandano un messaggio a tutte le avversarie che aspettavano questa partita per rosicchiare qualche lunghezza e rilanciare le proprie ambizioni. Gufate rispedite al mittente. Un'iniezione di ulteriore fiducia, una risposta alla sconfitta di Milano e la dimostrazione che quando la concentrazione è al top, questa Juve non teme rivali.

Condizione fisica: l'intesità mostrata è di quelle giuste. Forse non continua come quella delle migliori serate, ma comunque insistente. Pressing altissimo (soprattutto quando in superiorità numerica), a testimonianza di uno stato di forma quanto meno buono, seppure non scintillante. Fisicamente la Juve c'è e questa è un'ottima notizia in vista della trasferta in terra ucraina, dove serviranno nervi saldi, ma anche gambe fresche.

CONTRO

Balbettii offensivi: fino a quando il Toro ha potuto (cioé fino all'espulsione di Glik) la Juventus ha avuto enormi difficoltà a scalfire il muro granata. Muro non inteso come catenaccio, ma semplicemente come ostacolo ben studiato: pressing alto che impedisce all'avversario di cominciare la manovra da dietro e fonti di gioco facilmente inaridite. Un Giovinco diesel, un Giaccherini in versione autolesionista e un Vucinic in pantofole, hanno fatto il resto. Chiaro che, poi, in superiorità numerica, e soprattutto dopo il goal di Marchisio, la partita si sia messa in discesa.

Luce fioca: la notizia forse più preoccupante della serata bianconera è un Pirlo in estrema difficoltà. E, questo, al di là del rigore sbagliato. Il regista sembra decisamente poco lucido rispetto a qualche tempo fa e la fluidità di manovra ovviamente ne risente. Pur senza la marcatura ad uomo di Meggiorini, sacrificato dopo l'espulsione di Glik, Andrea non è riuscito ad illuminare la scena, a guidare i compagni, a trovare il pertugio per l'inserimento del compagno. La speranza è che mercoledì riesca a recuperare un po' d'energia, fisica ma soprattutto psicologica.

Sufficienza difensiva: prima dell'espulsione di Glik, la più chiara occasione da rete se l'era procurata Meggiorini, rubando il tempo ad un superficiale Bonucci. Lo stesso Bonucci, nel secondo tempo, ha peccato di leziosismo, concedendo più di un contropiede all'avversario pur ridotto in 10 e quasi rassegnato. Troppi e gratuiti rischi al limite (e a volte pure dentro) dell'area. Disattenzioni assolutamente da evitare a Donetsk per non dar fiato alla squadra di Lucescu e rovinare una stagione

Sullo stesso argomento