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Dopo il richiamo presidenziale Allegri sembra intenzionato a confermare Boateng nel ruolo di attaccante centrale, restringendo così gli spazi per gli ottimi Bojan e Pazzini.

La ricetta catalana piace e tanto dalle parti di Milanello. D'altronde, appena sei giorni fa, il presidente rossonero Berlusconi aveva pungolato Allegri parlando di sogno Guardiola. Pungolo che era servito al mister livornese per dare la scossa ad un gruppo reduce da un disastroso avvio di stagione.

Allegri contro la Juventus ha mostrato di aver recepito appieno le direttive presidenziali, mettendo in campo un Milan senza punte di ruolo, e schierando il ghanese Boateng nel ruolo di 'falso nueve', così come spesso accaduto proprio nel Barcellona, e soprattutto nella Nazionale spagnola guidata da Del Bosque.

Nonostante la vittoria centrata contro i bianconeri però l'esperimento non ha convinto del tutto. Boateng si è infatti spesso fatto risucchiare dal centrocampo avversario, non rendendosi mai seriamente pericoloso nell'area avversaria. E non possono di certo bastare i tagli di Robinho ed El Shaarawy ad assicurare il giusto grado di penetrazione offensiva al gioco rossonero.

Non sarà un caso che il successo contro la Juventus, in una gara peraltro controllata abbastanza agevolmente dal Milan, sia arrivato con un risicato 1-0, maturato grazie ad un generoso rigore fischiato dall'arbitro Rizzoli.

Boateng punta atipica in perfetto Barça style: Allegri vuole 'guardiolizzarsi'
Il falso nueve dunque non ha risolto i problemi dei rossoneri in fase d'attacco, rossoneri che hanno confermato come, nelle gare in cui la lampada di El Shaarawy lampeggia a corrente alternata, si faccia un'immane fatica a buttarla dentro. Allegri però non sembra voler tornare sui suoi passi e, anche nell'anticipo in programma domani al 'Massimino' contro il Catania, è intenzionato a confermare Boateng nel ruolo di perno centrale del tridente rossonero.

La scelta del tecnico appare ancora più inspiegabile considerando il fatto che, nella rosa a sua disposizione, non mancherebbero di certo valide alternative per il ruolo in questione.

In panchina scalpita infatti Giampaolo Pazzini. L'attaccante, prelevato in estate dall'Inter per una cifra importante, dopo l'exploit di Bologna ad inizio campionato, è sparito dai radar rossoneri, ritagliandosi solo pochi scampoli di partita.

Ed è tornato a sedere a bordo campo anche lo spagnolo Bojan, che pure di catalano ha molto di più rispetto al numero dieci rossonero. La punta aveva dimostrato nel match contro il Palermo di essere l'uomo capace di assicurare il cambio di passo nella lenta manovra milanista.

Peccato che Allegri abbia creduto nel talento iberico appena per lo spazio di un mattino, relegandolo nuovamente ai margini alle prime difficoltà, e scegliendo la comoda soluzione stile Barça, invocata dal presidente-allenatore.

Il mister livornese rivendica spesso la propria completa autonomia riguardo alle scelte di modulo e uomini, resta innegabile però come Allegri abbia radicalmente cambiato lo schieramento dei rossoneri proprio dopo la visita pre-Juve del Cavaliere, innamorato talmente del deus ex machina del Barcellona da essere riuscito a 'guardiolizzare' anche un tecnico apparso sempre molto pragmatico nella sua avventura milanista, e decisamente poco incline al calcio champagne propugnato in Catalogna.

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