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Quattro punti consecutivi della Lazio contro le sue 'bestie bianconere'. Juventus e Udinese non sono più un tabù...

Non c'è ombra di dubbio che sia troppo riduttivo limitare all'addizione Hernanes più Klose tutti i meriti di questa bella Lazio, non c'è neanche ombra di dubbio nell'affermare che la maggior parte delle virtù di questa squadra derivino dallo special three Vladimir Petkovic e dal suo nutrito e competente staff a disposizione.

Tanta corsa, giocatori tonici e in condizione fisica eccellente, anche se recuperati da lunghe noie muscolari. Sembra un miracolo, ma non lo è. Petkovic ha rigenerato tutto e tutti, ha reso calciatore di categoria anche chi sembrava destinato a marcire nei meandri della bassa Serie B: la crescita e il rendimento stagionale di Cavanda ne sono la prova lampante.

LA PARTITA | LAZIO-UDINESE 3-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
16
10
54%
4
2
0

UDINESE
7
5
46%
3
0
0

I due quarti posti ottenuti con Edy Reja sono oramai un lontanissimo ricordo, così come le infinite partite fatte di attesa e ripartenze, così come il mezzo centinaio di infortuni muscolari della stagione scorsa. Fino a poche settimane fa al tifoso laziale veniva l'orticaria nel momento in cui provava a pensare in bianconero, dai goals decisivi di Pepe contro la Juventus al triplice fischio fasullo di Udine, un'odissea di amarezze a cui sembrava non esserci mai fine. Poi, un giorno, arrivò Vlado Petkovic: fortino inespugnabile e un punto a Torino, calcio champagne e tre punti contro l'Udinese. Quattro punti in due partite e terzo posto più vicino di quanto sembra, la Lazio camaleonte c'è.

Quando una squadra è in palla, ci vuole poco a capirlo e poco conta se l'Udinese veniva da sei risultati utili consecutivi. La Lazio di ieri sera non poteva fare altro che vincere e già dopo pochi minuti i bianconeri vengono schiacciati nella propria trequarti. Dagli sviluppi di un calcio d'angolo nasce la prima colossale occasione per i padroni di casa, grazie a un tacco volante del rinato Radu stoppato con il braccio da Willians. Dal dischetto Ledesma fallisce, facendosi intuire la traiettoria dal reattivo e impronunciabile Brkic.

Ecco calare sulla platea il gelo, i fantasmi friulani prendono possesso dei tifosi biancocelesti e la traversa su punizione di Di Natale sembra il preludio all'ennesima delusione. In realtà, però, non c'è trippa per gatti. I quattro trequartisti dietro Klose tagliano da una parte all'altra del campo, i terzini continuano a sovrapporsi e spingono come arieti inferociti. Cambi di gioco, giro palla millimetrico, inserimenti e scambi di posizione continui, la Lazio funziona a meraviglia.

I goals arrivano in sequenza e con lo stesso copione, palla a Mauri e inserimento verticale prima di Gonzalez e poi di Klose: per Brkic non c'è scampo e si va al riposo col doppio vantaggio e almeno cinque palle-goal nitide in saccoccia. Nella ripresa lo special three inserisce Hernanes per un timido Ederson, leggermente troppo arretrato per la sua naturale arte di trequartista puro. La squadra continua ad attaccare, schiaccia gli avversari come un rullo compressore e trova il 3-0 con una magia su calcio di punizione dello strepitoso profeta brasiliano. Game, set e match, tre punti in tasca e spauracchio rispedito al mittente.

Il terzo posto è ora vicinissimo, la vetta non è lontana. Il calendario finalmente sorride dopo un tour de force senza fine composto da  Panathinaikos, Roma, Juventus, Tottenham e Udinese, tutti esami superati a pieni voti. La rosa è quasi al completo, i giocatori sono freschi e non vi è traccia di musi lunghi. Fare tre punti nella prossima sfida con il Parma è di fondamentale importanza, che sia per tenere la scia di quelli davanti oppure superarli poco importa.

La Lazio deve vivere di continuità, senza cali di tensione e Vladimir Petkovic sembra aver trovato la pozione magica. In attesa del mercato di gennaio dove servirà un colpaccio davanti e un colpetto in mediana, i tifosi della più antica squadra della capitale possono continuare e a godersi lo spettacolo offerto dalla tanto bella e quanto inaspettata “Petkolazio”.

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