thumbnail Ciao,

La sconfitta di Parma apre una crisi vera e propria in casa Inter. Contro la formazione emiliana non si è vista per nulla la squadra che aveva impressionato contro la Juventus.

Un'involuzione da non credere. La squadra che qualche settimana fa andava a sbancare il campo dei campioni d'Italia con una prestazione sontuosa non c'è più, anzi è stata sostituita da un'altra che pare solo una lontana parente. Perché in effetti, è questa l'Inter che è si è vista ieri sera al Tardini contro il Parma, cioè una brutta copia di quella che, fino a poco tempo fa, aveva fatto sognare migliaia di tifosi.

La gara col Parma è stata la dimostrazione definitiva che lo smarrimento e la confusione della squadra hanno raggiunto il livello temuto, quello stato di crisi che tanto aveva caratterizzato l'Inter della scorsa stagione. Squadra completamente piatta, organizzazione inesistente, prestazioni individuali largamente insufficienti: lo spettacolo offerto dai nerazzurri è stato disarmante.

LA PARTITA | PARMA-INTER 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PARMA
16
5
41%
8
2
4

INTER
12
5
59%
7
2
5

E purtroppo per i tifosi di fede interista lo è stato per tutta la durata della gara, non si è mai avuta l'impressione che la squadra potesse prendere in mano le redini del gioco ed imporsi sul Parma. Nel primo tempo l'Inter ha tenuto tantissimo il pallone, raggiungendo percentuali davvero elevate, ma in maniera completamente sterile. Quando qualcuno aveva il pallone tra i piedi, non c'era mai nessuno che si proponesse, le azioni si sviluppavano alla rinfusa senza uno schema vero e proprio.

Lo stesso ritornello si è ripetuto per tutti i primi 45' minuti, una circolazione di palla fine a se stessa, e infarcita di errori individuali. I singoli stessi erano irriconoscibili rispetto a qualche settimana fa, tant'è che trovare un calciatore oltre ad Handanovic e Ranocchia meritevole della sufficienza diventa difficile. Cambiasso, Guarìn, Milito, Juan Jesus, solo per citarne alcuni: la lista degli involuti in casa Inter è lunga.

In questo modo, l'Inter poteva sperare di rendersi pericolosa solamente attraverso le palle inattive. L'unica azione da rete dei nerazzurri nella prima frazione di gara è nata proprio da un calcio d'angolo, con Cambiasso che, dopo una bella torre di Ranocchia, si è visto respingere da un super intervento di Mirante il pallone indirizzato in rete. Ma questa è stata solamente un eccezione, la quasi totalità degli spioventi calciati dalla squadra è stata letteralmente regalata agli avversari. Già di per sé è preoccupante che una squadra, soprattutto se ai vertici della classifica, si affidi ad armi rudimentali come il lancio lungo, ancora di più lo è se lo fa nella peggior maniera possibile.

Così l'Inter è rientrata all'intervallo dopo un primo tempo incolore. Solitamente la squadra aveva abituato a reazioni almeno di rabbia, come ad esempio accaduto nella sconfitta con l'Atalanta. Invece, paradossalmente, sembrava che il tempo di carattere giocato dall'Inter di ieri fosse stato proprio il primo, e questo la dice lunga. Come successivamente ha dichiarato Stramaccioni nel post-partita, il secondo tempo disputato dall'Inter è stato tra i peggiori della stagione, se non addirittura il peggiore. Col passare dei minuti la squadra ha lasciato l'iniziativa al Parma, che piano piano ha preso coraggio e ha cominciato ad affacciarsi in zona Handanovic.

Il goal subito è il perfetto emblema della gara: rimessa laterale, Sansone parte e si fa tutta la metà campo indisturbato, superando con facilità imbarazzante un intervento solo accennato di Guarìn, calcia dal limite dell'area e segna, senza che Handanovic possa farci nulla. L'Inter sembrava impotente, ma in realtà non lo era: era semplicemente ferma, auto-pietrificata. E non meno emblematico è stato il finale di gara, che ha visto il Parma chiudere in attacco, senza che l'Inter riuscisse a creare qualcosa degno di nota. E nel grigiore totale, si è arrivati alla terza sconfitta nelle ultime quattro partite, con otto punti persi in campionato. Numeri che devono fare riflettere.

Di responsabili se ne possono trovare tanti. Dai calciatori, in condizioni psico-fisiche lontane anni luce da livelli richiesti per grandi ambizioni (su tutti Palacio e Milito, ieri davvero ectoplasmici), a Stramaccioni, reo di aver effettuato con enorme ritardo i cambi, ma cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia: l'Inter è in grande difficoltà, e ormai neanche da così poco tempo.

La vittoria con la Juventus aveva regalato ai nerazzurri tre punti pesantissimi, ma sembra invece che la squadra si sia appagata dopo il successo sui bianconeri, quasi si trattasse dell'obiettivo stagionale.  Ma indipendentemente da tutto, ciò che ora serve è ritrovare l'ago della bussola al più presto, a partire da domenica prossima, dove l'Inter affronterà il Palermo, contro cui non solo servirà ottenere i tre punti, ma anche recuperare la consapevolezza improvvisamente svanita.

Sullo stesso argomento