thumbnail Ciao,

Punto prezioso a Torino, dopo una partita contro un avversario ostico recuperato due volte: sintomo di personalità. Davanti si attende il rientro di Jovetic.

Guai a storcere il naso per il pareggio della Fiorentina a Torino. Dopo 5 vittorie di fila, e con una squadra priva di due pilastri come Pizarro e Jovetic, il punto strappato nel finale contro i granata è un buon punto. Un ottimo punto, visto che la partita s'è complicata non poco. Sotto due volte, Aquilani fuori per l'ennesimo infortunio (la nota più grave di questa partita, altro che due punti persi...), Toni out per una testata violenta, l'aver strappato un pareggio in extremis porta a vedere il bicchiere mezzo pieno.

La Fiorentina non è riuscita a mettere in campo il suo bel calcio, fin dall'avvio. Meno continua, precisa e propositiva, ha dovuto rincorrere più del solito. Merito dell'ottimo Ventura che ha messo in campo un Torino aggressivo e ben disposto, ma non solo. Ieri al Comunale s'è sentita eccome la mancanza di Pizarro, perché Olivera stavolta non è riuscito con la sua “gamba” a coprire le poche geometrie del centrocampo, penalizzato anche dall'infortunio di Aquilani.

Così che il solo Borja Valero (ottimo come al solito) s'è sobbarcato l'intero peso della mediana viola, riuscendo a salvare il salvabile ma non riuscendo a farla girare a mille come nelle giornate migliori. Per una volta ci sentiamo di criticare alcune scelte di Montella, forse azzardate. Su tutte Mati Fernandez titolare accanto a Toni davanti. Il talento viola non s'è mai acceso, forse ha pagato la fisicità degli avversari che non gli ha consentito di toccare la palla come piace a lui, ma anche quando è entrato Ljajic ed è arretrato il suo contributo al gioco è stato modesto, troppo poco in relazione al suo talento e a quello che ha mostrato in altre partite.

LA PARTITA | TORO-FIORENTINA 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

TORINO
9
4
43%
5
1
1

FIORENTINA
15
4
57%
1
1
1

Inoltre con Toni ko il tecnico campano che scelto a sorpresa Seferovic davanti, invece di El Hamdaoui, che poi sarà decisivo nel finale con il jolly personale che ha dato il pareggio (meritato) alla Fiorentina. Intuiamo che la scelta sia andata su Seferovic per sfruttarne la maggior fisicità e propensione a giocare spalle alla porta servendo gli inserimenti dei compagni; la mossa non ha dato i frutti sperati, perché poche volte è riuscito a tener palla, far salire la squadra e soprattutto dialogare palla a terra con i centrocampisti, elemento questo fondamentale affinché il gioco della Fiorentina possa svilupparsi al suo meglio.

Così che l'unica vera arma è stato Cuadrado, forse il migliore dei viola, e non solo per la sgroppata che è valsa il rigore (dubbio) che ha portato al momentaneo pareggio. Svincolato da compiti di copertura, Cuadrado non ha spinto con costanza come nelle migliori domeniche ma è stato a tratti imprendibile, dando quella vivacità che è stata ossigeno per i viola. Inoltre il minor possesso palla ha aperto più spesso del solito il fianco della difesa gigliata, così che i vari Roncaglia e Gonzalo Rodriguez sono stati meno precisi, come nelle occasioni dei goal granata.

La nota più positiva della domenica è stata la grinta, la capacità di non mollare nonostante la giornata difficile, la voglia di riprendere la partita. Un carattere che è l'ulteriore conferma di un gruppo tosto, che ci crede, con giocatori maturi e consapevoli. Passati per seconda volta in svantaggio, il rischio che la squadra naufragasse era più che concreto; invece la Fiorentina non s'è scomposta, ha reagito più con forza che con il gioco, per una volta confusionario. Ma nell'arco di un campionato ci stanno anche partite così, più nervose e isteriche.

L'aver saputo reagire e non perdere è un risultato molto importante, che va al di là della parziale soddisfazione di vedere fino a stasera la Fiorentina al secondo posto in classifica. Il calendario sulla carta è molto buono (solo la Roma tra le big, poi Sampdoria, Pescara, Palermo, Siena) per continuare nella serie positiva di risultati e così accrescere l'autostima e la fiducia della squadra, confermandola nei piani altissimi della classifica.

Adesso la priorità è recuperare Jovetic per rimettere la freccia più pericolosa nell'arco di Montella, già dalla sfida contro la Samp di domenica prossima in casa, e trovare di nuovo la quadratura ideale del centrocampo senza Aquilani.

Sullo stesso argomento