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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Le parole di Buffon fanno onore all'uomo e alla sua squadra. Il voler porre l'accento sulla prestazione, al di sotto delle possibilità della Juventus, e non sull'episodio del rigore che ha deciso la partita, rivela una mentalità da grande squadra. Contro il Milan la Juve non ha giocato da grande squadra, soprattutto nel primo tempo.

Non lo ha fatto essenzialmente per due motivi: perché il Milan ha interpretato la sfida in modo impeccabile e la Juve ha pagato la fatica, mentale ancor più che fisica, della partita con il Chelsea. Non si scappa: la Champions pesa, qualche punto è inevitabile lasciarlo per strada.

Se il martedì giochi una partita che sfiora la perfezione sotto ogni aspetto, ci sta che a distanza di cinque giorni il rendimento subisca una brusca flessione. Vidal contro il Chelsea era tarantolato, incontenibile. Come Asamoah, come Marchisio. A San Siro Vidal era sperduto, Asamoah quasi mai è riuscito a saltare i lsempre più convincente De Sciglio.

Buffon ha sottolineato come, dopo il rigore, la Juve avesse un'ora buona a disposizione per rimediare e non ne è stata capace. E' così che ragionano le grandi squadre e la Juve, contro il Chelsea, ha dimostrato di essere ormai una realtà importante del calcio europeo. Un credito che la sconfitta contro il Milan non può intaccare ma che, ovviamente, apre qualche legittima domanda.

Questa Juve ha bisogno di giocare sempre a tavoletta per essere competitiva, anche perchè manca quell'attaccante che risolva le partite anche quando sei in difficoltà

In particolare sulla necessità, per come è strutturata la squadra e quando l'asticella delle difficoltà si alza, di giocare sempre a tavoletta e per l'assenza di un attaccante che ti risolve le partite anche quando sei in difficoltà. Il famoso top player che non è arrivato nell'ultimo mercato estivo.

Ma la prova in ombra della Juve non può nascondere la crescita del Milan. Da qualche settimana quello rossonero non è più un gruppo allo sbando. Allegri è riuscito a restituire un'identità ai suoi. Adesso il Milan è squadra. Lo si è visto con la grande reazione di Napoli, con la vittoria di Bruxelles (anche se delle tre è stata sicuramente la partita meno brillante) e soprattutto contro la Juve. Il Milan che subiva gli avversari quasi passivamente non c'è più.

Adesso c'è un gruppo che lotta, di nuovo con una sua identità, che non ha risolto tutti i suoi problemi a livello di gioco ma che può crescere. Come? Con il recupero di Pato. Se il Milan, nelle ripartenze, è riuscito a creare problemi alla Juve con un falso centravanti come Boateng, a tratti pasticcione, immaginate un tridente con il Papero tra El Sharrawy e Robinho.

Al momento il Milan fa bene a non guardare la classifica ma chissà che a Natale l'obiettivo del terzo posto non sia così lontano, almeno non tanto lontano da rinunciare all'inseguimento. Per come si era messa la stagione, sarebbe già un buon risultato.

Allegri è riuscito a restituire un'identità al suo Milan, e adesso c'è una squadra che lotta, non subisce più passivamente e può crescere sotto il profilo del gioco

La sconfitta della Juve rende molto intriganti le sfide di questa sera. L'Inter ha la grande possibilità di tornare a un punto dalla vetta e annullare il gap dei due passi falsi con Atalanta e Cagliari. Il Parma quest'anno non ha mai perso in casa. Per ottenere i tre punti Stramaccioni ha bisogno di una prestazione dei suoi paragonabile a quella dello Juventuss Stadium.

Ci vorrà una grande prova del Napoli a Cagliari per arrivare a due punti dalla Juve, peraltro con un attacco tutto da inventare. Il Napoli è lì, in piena corsa per lo scudetto. Eppure attorno alla squadra di Mazzarri c'è un incomprensibile scetticismo.

Non c'è scetticismo, invece, attorno alla Fiorentina che ha inseguito la vittoria a Torino, pur rischiando molto. Montella aveva assenze pesantissime ma i suoi hanno giocato con il piglio della grande squadra. Unica perplessità, la scelta nella ripresa di preferire Seferovic a El Hamdaoui. Forse, con l'ex centravanti dell'Ajax in campo dall'inizio del secondo tempo, adesso a Firenze starebbero sognando traguardi inimmaginabili a inizio stagione.

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